Enasarco, scontro senza precedenti sul presidente Marzolla

Continua il botta e risposta tra la fondazione e la coalizione costituita dalle liste Fare Presto! e Artènasarco
07/01/2021 | Redazione Advisor

Nonostante l’elezione del nuovo presidente, nella Fondazione Enasarco è in atto uno scontro senza precedenti. Il 4 gennaio, il cda appena insediatosi, ha eletto Antonello Marzolla quale nuovo presidente e come vice  Leonardo Catarci ed Emanuele Orsini.
 

Proprio nella stessa giornata dell’elezione del presidente è arriva la dura presa di posizione di Fare Presto! e Artènasarco, a cui oggi fanno riferimento le associazioni Confesercenti e Confartigianato, Anasf, Assopam, Fiarc e Federagenti, che considerano il 4 gennaio come "la pagina più arrogante subìta da Enasarco, nella sua storia. Una elezione che non riteniamo legittima e per la quale ricorreremo in ogni sede, al fine di ripristinare la legittimità e la democrazia che riteniamo lesa e che la nostra Cassa Previdenziale esige".

“Oggi – precisa la nota - si è riunito per la prima volta il cda Enasarco, costituitosi a seguito delle elezioni dell'ottobre scorso e che, dopo l'assemblea dei delegati del 23 dicembre e le illegittime decisioni assunte dalla commissione elettorale della fondazione cinque giorni più tardi, ha dato alla governance uscente la maggioranza dei Consiglieri: 8 su 15. Sette, invece, i consiglieri in quota Fare Presto! -Arténasarco, che pure avevano ottenuto la metà dei consiglieri lato agenti (5 su 10) e la maggioranza dei voti Lato Casa Mandante al termine delle elezioni: 50,96% il risultato della somma complessiva dei voti ottenuti da Fare Presto! e Arténasarco”.

Un consiglio di amministrazione che, spiegano, “si è svolto senza tener minimamente conto della diffida a procedere alla costituzione e alle attività consiliari, presentata dalla nostra coalizione perché in assenza della dichiarazione di accettazione dell’incarico e della conseguente individuazione di tutti i consiglieri, non si può ritenere correttamente convocato e costituito, cda che si è in effetti svolto alla sola presenza di 14 consiglieri e che quindi non è da considerarsi legittimato ad assumere alcuna decisione".

"Usarci – continua il comunicato - aveva presentato un programma che prometteva di portare gli agenti alla guida di Enasarco, invece ha portato in cda, tra gli altri, il proprio segretario generale, ovvero un sindacalista che siede nel cda della Fondazione da circa 14 anni, un sindacalista UGL e un sindacalista CISL, cosa quantomeno bizzarra. Al netto delle varie azioni compiute in assemblea, in commissione elettorale e oggi in cda, i cui eventuali responsabili risponderanno alle autorità competenti, noi, con la forza della verità e della giustizia, con il sostegno degli iscritti e la certezza della bontà del nostro programma e delle persone che lo sostengono, combatteremo in ogni sede per ridare dignità alla fondazione Enasarco, che oggi ha subìto una delle pagine più brutte della sua storia".

Ma questo è solo l’acme di uno scontro senza esclusione di colpi. Alla fine di dicembre, infatti, “Fare Presto” e "Arténasarco" diramano un comunicato in cui spiegano che “con una decisione sorprendente la commissione elettorale Enasarco ha deciso di rendere invalido uno dei voti espressi lo scorso 23 dicembre da uno dei delegati eletti in quota “Fare Presto” e "Arténasarco" col risultato di dare la maggioranza al gruppo che è espressione della governance uscente a scapito di chi aveva ottenuto la maggioranza nelle votazioni dello scorso ottobre, a cui avevano preso parte oltre 30.000 agenti e consulenti e più di 2.500 aziende mandanti".

"La coalizione Fare Presto e Arténasarco ha ottenuto la maggioranza dei voti totali espressi dagli iscritti: siamo, quindi, espressione della maggioranza sia lato mandanti (dove Confesercenti e Confartigianato hanno ottenuto il 51% dei voti complessivi espressi nelle elezioni del 24 settembre-7 ottobre) che lato agenti, dove la nostra coalizione è risultata la più votata in Assemblea. Noi, preso atto della situazione di stallo che si era generata, avremmo cercato, con responsabilità, un confronto con le altre componenti presenti in Enasarco”.

"Adesso, dopo quanto accaduto, - prosegue la nota della coalizione - anticipiamo la nostra intenzione a ricorrere in ogni sede avverso la sconcertante decisione della commissione elettorale e per chiederne conto a chi ha voluto assumersene la responsabilità".

Ma le due sigle non intendono fermarsi qui: "E' stato ribaltato il risultato delle elezioni con un colpo di mano. Questo è inaccettabile: noi e le sigle che rappresentiamo (e che rappresentano centinaia di migliaia di iscritti) agiremo in tutte le sedi: giudiziarie e istituzionali. Andremo in strada e manifesteremo, se necessario, ma non lasceremo che la democrazia e la volontà degli elettori, che si sono chiaramente espressi per il cambiamento in seno a Enasarco, venga calpestata".

Una nota durissima a cui è subito seguita una precisazione dell’ente: “In merito ai comunicati stampa diffusi rispetto alle modalità e all’esito del voto per il rinnovo del cda, la Fondazione Enasarco precisa che uno dei voti espressi dai delegati è stato ritenuto non valido dalla commissione Elettorale, in quanto reso successivamente alla chiusura della votazione dichiarata dal presidente, dopo un lasso di tempo significativo e ripetute chiamate telefoniche rivolte a sollecitare il voto di un delegato. Quest’ultimo, quindi, si è espresso non solo tardivamente ma anche fuori dalla videoconferenza, modalità prevista nella lettera di convocazione dell’assemblea”.

Precisazione a cui è seguita la dichiarazione, riportata da un comunicato di "Fare Presto" e "Arténasarco , proprio dI Romualdo Nesta (eletto in quota Case Mandanti per Fare Presto!), il delegato escluso dal voto, che mette ancora più pepe alla vicenda. "All’inizio dell’assemblea, come già fatto nell’assemblea precedente, mi sono collegato utilizzando il telefonino, sia in video che in audio, con il programma di video conferenza scelto da Enasarco. Ho risposto alla chiamata di riconoscimento e sono stato ammesso. Al momento in cui sono stato chiamato a esprimere il mio voto, pur avendolo fatto ed essendo regolarmente collegato, gli altri non riuscivano a sentirmi. Così ho iniziato a premere sullo schermo dei mio cellulare i bottoni per poter parlare, ma nulla di fatto. Nel frattempo ricevevo anche telefonate da parte di alcuni numeri, ma non potevo rispondere perché se lo avessi fatto il collegamento con Teams sarebbe irrimediabilmente caduto. Dopo qualche minuto, nei quali ho premuto non so più quante volte e in quale sequenza i bottoni audio e video, sono finalmente riuscito a farmi sentire: mi sono rapidamente scusato e ho espresso chiaramente il mio voto per “Fare Presto!”.

"Successivamente al mio voto - prosegue Nesta - il notaio dell'Assemblea ha dichiarato “Alla prima chiamate e alla seconda chiamata, per motivi sicuramente tecnici, ma questo nessuno lo sta ovviamente negando, non è stato possibile acquisire il voto di Nesta, il quale si è ricollegato successivamente esponendo una preferenza. Il notaio tra l’altro ha poi acquisito il mio voto come settimo voto a Fare Presto. Voto successivamente annullato dalla Commissione Elettorale, che così ha sancito la vittoria per 7 a 6 per la governance uscente (e non un pareggio 7 a 7)”.

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