Il nuovo trend: l'idrogeno verde

L’obiettivo net zero target, seppure sia un obiettivo di lungo termine, sta già avendo alcuni effetti, come quello di spingere verso l’utilizzo di idrogeno green. Ne parliamo con Isabella Hervey-Bathurst, global sector specialist di Schroders
01/03/2021 | Redazione Advisor

L’obiettivo net zero target, seppure sia un obiettivo di lungo termine, sta già avendo alcuni effetti, come quello di spingere verso l’utilizzo di idrogeno green. Ne parliamo con Isabella Hervey-Bathurst, Global Sector Specialist di Schroders

 

IL CONTESTO NET ZERO TARGET

 

Una delle conseguenze più evidenti delle nuove politiche sul cambiamento climatico è la diffusione negli ultimi due anni, sia a livello nazionale che internazionale, del net zero target. Si tratta dell’obiettivo di ridurre progressivamente l’impatto ambientale fino a raggiungere almeno la neutralità nelle emissioni di CO2. Nonostante sia un obiettivo di lungo termine, gli effetti sono già in atto. Con un target di riduzione così ampio (intorno all’80%), non ci sono molte possibilità di sottrarsi all’impegno.

 

Ma in che modo entra in gioco l’idrogeno verde? Ce lo spiega Isabella Hervey-Bathurst, Global Sector Specialist di Schroders: “Mentre la produzione di energia e il settore automobilistico possono essere de-carbonizzati attraverso le energie rinnovabili e le batterie, il trasporto pesante e la navigazione, così come le industrie pesanti, necessitano di altre soluzioni tecnologiche che vedono coinvolto l’idrogeno che può essere classificato come “verde” solo quando è creato attraverso l’elettrolisi dell’acqua, ossia tramite elettricità proveniente da energie rinnovabili. Quello attualmente in uso, infatti non può definirsi tale perché è normalmente prodotto attraverso la gassificazione del carbone o dal gas naturale”.

 

COME POTREBBE EVOLVERE TALE MERCATO

 

Secondo uno scenario tracciato dal nuovo rapporto Bloomberg New Energy Finance, l’obiettivo di riduzione del riscaldamento globale di 1,75 gradi potrebbe avvenire registrando una crescita della percentuale di utilizzo di idrogeno verde dallo 0,001% di oggi fino al 25%. Un’espansione davvero massiccia, che comporterebbe un effetto moltiplicatore sulle attuali previsioni di crescita per le energie rinnovabili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“In questo contesto entro il 2050 il settore energetico globale si espanderà fino a 43 terawatt (TW), dai 7,4 del 2019. La capacità del solare fotovoltaico dovrà raggiungere i 16TW e l’eolico almeno gli 11TW. Oggi sono rispettivamente a 0,64TW e a 0,6TW. Ma non è finita. Ci sono voluti circa 20 anni per raggiungere 1TW di istallazioni combinate tra solare, fotovoltaico ed eolico. Per i prossimi due decenni, gli obiettivi richiedono una crescita di 1TW all’anno: è chiaro che le installazioni di energia rinnovabile dovranno subire un’accelerazione impressionante nei prossimi anni” continua l’esperto di Schroders.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ chiaro quindi che l’importo degli investimenti per rendere possibile il raggiungimento di questi obiettivi è imponente: 35,1 trilioni di dollari nei prossimi 30 anni. A questi vanno aggiunti 11,6 trilioni per creare idrogeno verde per i settori che non possono essere de-carbonizzati attraverso l’elettrificazione diretta.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE PER GLI INVESTITORI?

 

Il mercato della transizione energetica globale è quindi in enorme espansione e oltre a portare benefici all’ambiente può creare grandi opportunità per gli investitori. “Anche se c’è ancora molta incertezza intorno alle prospettive, l’economia dell’idrogeno verde andrà monitorata da vicino: ciò che per noi è chiaro è che questa crescita potenziale non è stata ancora presa in considerazione nelle valutazioni” conclude Hervey-Bathurst.

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