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Commissioni, no unanime al divieto: “Modello italiano al top”

5/16/2023 | Redazione Advisor

Ne hanno parlato il presidente di Assogestioni Carlo Trabattoni, Andrea Ragaini, numero uno di AIPB, Luigi Conte presidente di Anasf e Massimo Doris come presidente di Assoreti


Commissioni e non solo al centro della tavola rotonda “Il Risparmio oltre la crisi, la view dell’industria”, a cui hanno partecipato il presidente di Assogestioni Carlo Trabattoni, Andrea Ragaini, numero uno di AIPB, Luigi Conte, presidente di Anasf e Massimo Doris in qualità di presidente di Assoreti.

Su una cosa i quattro relatori si sono trovati d’accordo: il modello italiano di consulenza finanziaria è un modello di eccellenza, la cui validità è stata riconosciuta anche all’estero. Quindi bene che la commissione europea stia facendo marcia indietro sul divieto di inducement.

A tal proposito Andrea Ragaini, vice direttore generale wealth management mercati e prodotti di Banca Generali, sottolinea che “in Italia abbiamo già una grande trasparenza: sarebbe un grande errore imporre per legge una review del sistema, come la messa al bando delle commissioni di retrocessione”.

Netta anche la posizione di Trabattoni secondo cui "è una fortuna gli Stati Ue come Germania, Italia e Francia non hanno seguito l’esempio britannico relativamente alla messa al bando delle commissioni di retrocessione. Gli Stati europei hanno riconosciuto che c’era del valore nel loro modello, pur nella consapevolezza che il modello può migliorare e deve evolvere anche grazie alla tecnologia”.

Massimo Doris, numero uno di Banca Mediolanum, si è soffermato sulla resilienza dei consulenti finanziari: "Abbiamo vissuto un bel po' di anni dove ogni anno c'è stato qualcosa che ha portato incertezza, e ormai ci siamo abituati. Nonostante periodi molto complessi, il business delle reti è andato molto bene, forse proprio perché c'è incertezza: la figura del consulente finanziario diventa infatti fondamentale in certi momenti".

Luigi Conte, rileva che” la dimensione umana rimane essenziale per il nostro modello di consulenza, dove la fiducia ne è il motore strutturale. La crisi che stiamo vivendo ha amplificato l’uso di strumenti digitali ma allo stesso tempo il rapporto umano tra consulenti e risparmiatori: questo spiega bene il rilancio e l’importanza del ruolo della consulenza finanziaria”. In più “la giacenza sui conti correnti relativa a clienti seguiti da consulenti è inferiore a persone che fanno da sole”.

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