Gambacorta (Anasf Giovani), due elementi possono incentivare l'ingresso di ragazzi tra i cf

Negli ultimi due anni il numero dei consulenti finanziari con meno di 30 anni di età è passato dal 2% al 3,5%
20/11/2023 | Daniele Barzaghi

Sviluppare la formula del team e alleviare il carico previdenziale dei primi anni sono le due variabili determinanti per incentivare l’ingresso di giovani nella categoria dei consulenti finanziari.

 

Ne è convinto Giuseppe Gambacorta (in foto), responsabile dei giovani di Anasf e a sua volta giovane consulente, che intervistato da Plus de Il Sole 24 Ore ribadisce: “Chi supera i primi 24 mesi dall’ingresso nella professione, poi resta. Ma partire da zero è più difficile, anche se tanti, come me, ci sono riusciti. Occorre però considerare che quelli che superano i primi due anni sono solo una percentuale di quelli che si avvicinano al mondo della consulenza finanziaria”.

 

Negli ultimi due anni il numero dei consulenti finanziari con meno di 30 anni di età è passato dal 2% al 3,5% (numero basso ma il linea con professioni comparabili, ndr) ed è rilevante vedere il livello sempre maggiore di preparazione vantato dai nuovi professionisti: gli under 40 (limite d’età di Anasf Giovani) con una certificazione Efpa sono il 14,7% (di 7.131 giovani professionisti), contro il 13,8% dell’intera categoria (7.182 su 51.991).

 

E la percentuale si alza se si considera come base soltanto i 12.408 iscritti ad Anasf: i soci certificati della principale associazione di consulenti finanziari italiani sono il 30,6% (3.798) ma la percentuale aumenta sensibilmente se si considerano soltanto gli under 40, raggiungendo il 33,5% (269).

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