Fideuram ISPB, raccolta in forte crescita nel primo semestre

In recupero le masse amministrate totali, che tornano vicine ai livelli di fine 2019, grazie all’ottima prestazione delle reti e alla performance dei mercati
14/08/2020 | Paola Sacerdote

Si chiude con un’eccellente performance commerciale il primo semestre di Fideuram ISPB, che nonostante il difficile contesto legato all’impatto della pandemia mette a segno una raccolta netta di oltre 6 miliardi di euro, in aumento del 32% rispetto al primo semestre 2019.

Come si legge in una nota diffusa dalla banca specializzata nella gestione di patrimoni del gruppo Intesa Sanpaolo, la raccolta si è prevalentemente indirizzata verso la componente di risparmio amministrato, nella quale sono confluiti 4,4 miliardi di euro, riflettendo un orientamento più conservativo dei flussi di risparmio soprattutto nel primo trimestre dell’anno. La raccolta netta di risparmio gestito ha evidenziato una dinamica in graduale significativa ripresa a partire dal mese di aprile, attestandosi a 1,6 miliardi di euro alla fine del semestre, in forte aumento rispetto all’analogo periodo del 2019 (0,2 miliardi).

 

Il totale delle masse amministrate si è attestato a fine giugno a 239,3 miliardi di euro, solo in leggero calo (-1%) rispetto ai 242,7 miliardi di fine 2019, e in crescita di oltre 10 miliardi (+4%) rispetto a quelle a fine giugno 2019. Un risultato che, come si legge ancora nella nota, è stato ottenuto grazie all’ottima prestazione delle reti distributive e alla favorevole dinamica dei mercati finanziari del secondo trimestre. L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 160,9 miliardi di euro, pari a oltre il 67% delle masse amministrate.

Al 30 giugno il numero complessivo dei private banker risultava pari a 5.801, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa €41 milioni di euro.

 

Per quanto riguarda le principali voci del conto economico, nel primo semestre dell’esercizio le commissioni nette sono risultate pari a 840 milioni di euro, in linea con il saldo di 843 milioni registrato nel primo semestre 2019. Anche i costi operativi netti, pari a 291 milioni di euro, sono rimasti in linea al corrispondente periodo dello scorso anno. Il Cost/Income ratio è risultato stabile al 30%, mentre l’utile netto consolidato è risultato pari a 419 milioni di euro, in contenuta flessione (-8%) rispetto al primo semestre del 2019, principalmente a seguito di un aumento delle rettifiche di valore nette su crediti e delle imposte sul reddito. Il CET 1 ratio infine sale al 27,7%, dato che conferma una solidità patrimoniale molto al di sopra dei requisiti normativi.

 

“Nel primo semestre del 2020 abbiamo attraversato un’emergenza sanitaria ed una fase di incertezza economica senza precedenti, che hanno influito sulle scelte di investimento della clientela” ha dichiarato Tommaso Corcos (nella foto), a.d. e d.g. di Fideuram ISPB. “Pur operando in un contesto complesso, la nostra Divisione ha registrato una forte tenuta delle componenti core del conto economico, che evidenzia ricavi stabili e attenzione ai costi, a cui si è aggiunta una straordinaria raccolta netta, a dimostrazione di un modello di servizio particolarmente valido premiato dai clienti.

È evidente, oggi, la grande disponibilità di liquidità presente nel mercato italiano, stimata in quasi il 30% delle risorse finanziarie complessive del Paese, così come il bisogno di una consulenza di qualità, affinché tale ricchezza sia opportunamente investita.

I 5.800 private banker delle nostre reti, i manager ed i dipendenti di sede e delle società controllate, grazie all’impegno che li contraddistingue, sono stati in grado – in questa prima metà dell’anno – di restare vicini ai clienti, individuandone le necessità, per accompagnarli verso scelte informate di investimento. Continueremo ad operare in questa direzione, con l’obiettivo di sviluppare l’educazione finanziaria, gestire l’emotività nelle fasi di pianificazione finanziaria ed indirizzare una parte sempre più importante del risparmio privato verso l’economia reale, per contribuire al rilancio e allo sviluppo del Paese”.

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