Giovani e Reti, un “cortocircuito” frena il ricambio generazionale

Alla vigilia di ConsulenTia, Germana Martano di Anasf sottolinea: “ Uno dei principali freni è probabilmente rappresentato dalla difficoltà di un modello retributivo basato sulla retrocessione delle commissioni, che si fa fatica a gestire nei primi anni di attività”
12/04/2021 | Redazione Advisor

Giovani e consulenza. Sarà il leitmotiv della seconda edizione digitale del 2021 di ConsulenTia che andrà in scena domani. “Dalla finanza all’economia reale: per un futuro giovane e sostenibile” è il titolo del convegno inaugurale di Anasf che metterà in luce le potenzialità dei giovani, valorizzando le nuove prospettive e competenze di cui sono portatori, per creare sinergie tra gli imprenditori, i già affermati e i futuri e la categoria dei consulenti finanziari, con l’obiettivo di portare un contributo forte di consulenza al progetto di rilancio del Paese.

Intanto, con un’intervista ad Affari & Finanza di Repubblica, Germana Martano, direttore generale Anasf, spiega che “abbiamo scelto di centrare la seconda edizione dell'evento sui giovani perché il mondo della consulenza finanziaria si trova ad affrontare il problema del ricambio generazionale, ma anche perché, e veniamo al tema del convegno inaugurale, a dialogare con gli imprenditori di domani, che vivono a loro volta il tema del passaggio generazionale, saranno proprio i neo consulenti finanziari di oggi”.

Martano sottolinea che i giovani sono attirati dalla professione visto che “negli ultimi anni è aumentata la percentuale di donne e giovani consulenti, così come è aumentato il numero di laureati, però l'invecchiamento procede più velocemente del ricambio, e tanti ingressi nell'ultimo periodo sono arrivati dal mondo bancario, realtà non propriamente giovane. Occorre premere l'acceleratore, far conoscere le potenzialità e il valore sociale di questa professione”.

Come si possono attirare i giovani verso questa professione? “Parliamo di un settore, quello delle reti, che negli ultimi 20 anni ha affrontato diverse crisi dei mercati, l'ultima è quella legata alla pandemia, ma che continua a raccogliere risparmi e fiducia, perché siamo un Paese dove il risparmio esiste e perché la struttura delle reti di consulenza finanziaria funziona. Il paradosso è che non entrano a sufficienza giovani nella professione per un ricambio di quelli che la terminano. Evidentemente c'è una sorta di cortocircuito, è una professione ancora poco conosciuta e valorizzata. Uno dei principali freni è probabilmente rappresentato dalla difficoltà di un modello retributivo basato sulla retrocessione delle commissioni, che si fa fatica a gestire nei primi annidi attività quando si deve ancora costruire il proprio portafoglio di clienti. Su questo aspetto è necessario un ragionamento da parte dell'industria tutta, comprese le reti”.

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