Al PFEXPO il futuro del risparmio

Secondo Thaler, Premio Nobel dell’Economia nel 2017, “serve progettare prodotti che facilitino le persone a prendere decisioni”.
13/06/2019 | Luca Guerrasio

Si è svolto ieri, al Teatro Dal Verme di Milano, il PFEXPO Gold Edition dal titolo “The Nudge – Il valore della finanza comportamentale e dell’educazione economica nelle scelte di investimento”.

Il grande protagonista della tavola rotonda è stato Richard Thaler, Premio Nobel per l’Economia nel 2017 e massimo esperto di finanza comportamentale, noto per le sue teorie sulla “spinta gentile” (the Nudge). Con i suoi principi Thaler ha rivoluzionato le regole della finanza mettendo al centro gli individui con le loro aspettative ma anche con i loro limiti.

 

A prendere parte alla tavola rotonda sono stati, tra gli altri, Dario Focarelli (Direttore Generale ANIA), Paolo Proli (Head of Retail Distribution Amundi sgr), Stefano Volpato (Direttore Commerciale Banca Mediolanum), Renato Miraglia (Head of Investment Products and Advisory UniCredit), Donatella Principe (Director Marketing and Distribution Strategy Fidelity International), Corrado Gaudenzi (Head Long Term Sustainable Strategies Eurizon Capital SGR).


Per inquadrare il contesto di riferimento è utile dare uno sguardo all’ultimo rapporto Consob nel quale si evidenzia come, in Italia, poco più del 20% degli intervistati si affida ad una consulenza professionale quando deve effettuare un investimento.

Le famiglie italiane hanno aumentato il risparmio ma, come sistema paese, presentano un’alfabetizzazione ed educazione finanziaria tra le peggiori dell’area OCSE.


E’ in questo contesto che il premio nobel Thaler spiega come “proprio dove l'educazione finanziaria è bassa il lavoro dei consulenti finanziari dev’essere ancora più importante”.


Thaler sottolinea come le persone sono doppiamente sensibili alle perdite che ai guadagni ed è per questo che suggerisce ai consulenti di concentrarsi sull’approccio psicologico del cliente (più che su quello finanziario) e di mostrare al cliente dei dati e dei risultati che possano essere comprensibili per potergli lasciare la liberta di scelta.

Ad intervenire tramite dei contributi video sono stati il prof. Nava (direttore commissione europea) e il prof Padovan (onorevole ed ex ministro del’economia).

 

Il Prof. Nava si è soffermato sulle peculiarità dei clienti. “Chi sa di non sapere – evidenzia il Professore –si rivolge ai consulenti mentre chi non sa di non sapere no. E’ proprio a questi ultimi a cui dobbiamo rivolgerci attraverso un percorso di educazione finanziaria”. “E’ evidente – prosegue Nava – che se aumenta l’educazione finanziaria dei clienti aumenterà, di conseguenza, la loro comprensione delle indicazioni che ricevono dai consulenti”.

 

Il prof. Padovan ha parlato, invece, dell’asimmetria informativa e su quanto sia importante per i cittadini comprendere i vari gradi di rischio.

 

 

Le società di gestione intervenute hanno, all’unisono, evidenziato come il costo dell’emotività è stimato fino a 3 punti %/annui. Non è un caso, infatti, se nella finanza comportamentale i nuovi set di dati sono sociali ed emotivi e non finanziari.

Nella relazione con il cliente occorre, quindi, accorciare la catena del valore costruendo dei “modelli educational”.

 

 Anche gli istituti bancari presenti credono che la strada da percorrere sia costruire dei percorsi di formazione per i propri clienti ma soprattutto sottolineano come il vero protagonista sia il consulente (che conosce a fondo il cliente e che deve saper gestire le sue emozioni ed i suoi  comportamenti).

 

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