Anima, futuro tra crescita e possibile acquisizione

Dopo l’addio di Marco Carreri alla guida della società, avanzano alcune ipotesi tra cui ampliarsi con Arca o l'eventualità che una public company con Banco Bpm al 15% e Poste al 10%, possa trovare un acquirente estero
02/03/2020 | Redazione Advisor

Una cosa è certa, Marco Carreri ha lasciato Anima nel punto suo più alto: l’utile netto del 2019 ha infatti stabilito il record della storia della SGR toccando 145,8 milioni (+19% sul 2018). L’ex amministratore delegato (il passaggio di consegene formale ci sarà solo il 31 di marzo dopo la riunione del cda) ha salutato il gruppo esprimendo parole incoraggianti per il futuro: “Anima – ha detto - è oggi un gruppo solido e in salute, come i risultati gestionali evidenziano, caratterizzato da una forte componente valoriale, fra cui un management team di assoluta qualità, coeso e determinato che sono convinto saprà portare avanti la storia di successo che insieme abbiamo scritto”.

Ma come si legge su Affari & Finanza, l’inserto economico di Repubblica, Anima si trova davanti ad un bivio: da un lato ci sarebbero ulteriori possibilità di crescita con Arca, l'sgr controllata da Bper che, con i 4-500 sportelli da Ubi (se l'Ops di Intesa avrà successo), potrebbe aver bisogno di liquidità. Dall’altro, per Anima, la possibilità che una public company con Banco Bpm al 15% e Poste al 10%, possa trovare un acquirente estero non è stravagante: i multipli sono bassi (9 volte gli utili contro 14/15 di Amundi ad esempio). Comprandola, il player estero acquisirebbe di fatto i contratti di distribuzione con le banche.

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