Reti digital e advisor driven promosse all'esame Covid

Questo quanto emerge dalla ricerca condotta da Excellence Consulting che ha messo a confronto i dati della raccolta e del patrimonio del primo semestre di quest'anno e quello dello scorso.
14/10/2020 | Marcella Persola

Reti promosse alla prova Covid-19. Nonostante l’emergenza sanitaria nel primo semestre 2020 la raccolta netta totale delle principali banche reti ha dimostrato di poter resistere all’attacco della pandemia. Infatti come riporta una ricerca condotta da Excellence Consulting “L’impatto dell’emergenza Covid-19 sul business del Risparmio Gestito”, i flussi netti di raccolta sono cresciuti del 32% da 16.419,0 a 21.650,0 milioni, e in particolare quella netta gestita è salita da 5.973,7 a 8.371,5 (+40%). Non tutte le reti e le SGR si sono però comportate nello stesso modo.

 

La ricerca divide l’universo analizzato delle reti di CF in tre cluster (Digital Drive, Commercial Bank Driver e Advisor Driven). A tenere meglio è il modello Digital Driven (5,4% vs 3,3% di raccolta netta su patrimonio totale) rispetto a quelli Advisor Driven (3,3% vs 2,9%) e Commercial Bank Driven (2,4% vs 4,6%). Entrando nello specifico a conseguire i risultati migliori sono: Mediolanum (150,5%), Allianz Bank (49,3%), Fineco (41%), Fideuram (38,6%) e BNL-BNP Paribas Life Banker (14,9%), tra quelli peggiori si segnala soprattutto Deutsche Bank FA (-67,5%). La raccolta netta gestita risulta positiva per Fideuram (+148%), Widiba (+115,5%), Azimut (+53,5%), negativa per Deutsche Bank FA (-127%) e BNL-BNP Paribas Life Banker (-15,3%). Da segnalare inoltre che solo per due reti tale aumento di raccolta ha corrisposto un aumento dei ricavi. E’ il caso ad esempio di Banca Generali e Fineco.

 

Se spostiamo l’analisi dalla raccolta al patrimonio la situazione cambia. A conservare maggiormente il patrimonio tra primo semestre 2020 e corrispettivo 2019 è il modello Digital (5,4% vs al 3,3% di raccolta netta su patrimonio totale) rispetto a quelli Advisor (3,2% vs 2,9%) e Commercial Bank (2,4% vs 4,6%). Nello specifico cinque player mantengono il valore a fine dicembre 2019: BNL-BNP Paribas Life Banker (+5,4%), Fineco (+1,4%), Widiba (+0,6%), Banca Generali (+0,4%) e Mediolanum (+0,1%), tutti gli altri vedono ridurre il valore degli asset in amministrazione e gestione: Deutsche Bank FI (-7,3%), Azimut (-3,4%), IWBank (-3,1%), Credem (-3,0%), ISPB (-2,5%), Sanpaolo Invest (-1,3%), Fideuram (-0,9%), Allianz Bank (-0,4%).

 

Infine lo studio evidenzia un aumento delle masse per Consulente (in media +1,4 milioni di euro) per 11 player su 12 e un aumento del numero di clienti per CF (+6 in media) per tutti i player ad eccezione di Azimut, raggiungendo così una media di 201 clienti per consulente.

Inoltre si evidenzia la crescita (+2%) del portafoglio medio per singolo cliente (136.000 euro circa). Altro elemento da segnalare è la crescita dimensionale delle reti. Essa segnala un lieve arretramento che prosegue il trend già in corso nel 2019.

 

“La nostra ricerca - spiega Maurizio Primanni, CEO Excellence - voleva verificare la reazioni delle Reti all’emergenza Covid-19. Il modello gestionale e organizzativo delle Reti si dimostra ancora una volta molto valido. Nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, oltre ad avere migliorato il dato di raccolta netta (+32%) e gestita (+40%) in modo significativo, l’analisi dei dati economici delle principali Reti (le quotate più Fideuram) ci dimostra che sono anche riuscite a migliorare il battente dei ricavi di oltre il 3%. Lo stesso confronto invece per le banche commerciali quotate segna un riscontro diverso, con i ricavi che sono diminuiti di oltre il 5%. Da notare che a ciò non corrisponde un aumento degli asset in portafoglio che sono stati condizionati dal calo dei mercati indotto dalla crisi sanitaria (complessivamente -1,02%). Che cosa fare? Oltre alla definizione, sia di nuovi prodotti legati al cambiamento della domanda dei clienti, che è mutata in bisogni e richieste dopo l’avvento di Covid-19, sia di nuovi paradigmi gestionali e organizzativi, il fatto che il modello digitale-centrico tenga meglio degli altri indica che l’opzione digitale per il futuro rappresenterà sempre più spesso la stella polare da seguire.”

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.