Certificazioni ESG, ecco i numeri e le strategie delle Reti

Stefano Volpato di Banca Mediolanum e Luigi Provenza di Banca Widiba fanno il punto su come i loro istituti si stanno attrezzando per incrementare la conoscenza dei loro consulenti sul tema della sostenibilità
22/03/2021 | Daniele Riosa

Il tema della sostenibilità è ormai parte integrante del bagaglio culturale del consulente finanziario, anche perché sono gli stessi investitori ad essere sempre più interessati al tema. Proprio per incentivare la conoscenza in ambito ESG, Anasf, alla fine del 2020, ha lanciato insieme ad Efpa e Sda Bocconi School of Management un corso in distance learning in tema di finanza e investimenti sostenibili. All’inizio del 2021 si è svolta la prima prova d’esame che ha visto l’87% dei candidati superare la prova.

Advisoronline.it ha chiesto alle maggiori reti di fare un bilancio in tema di certificazioni e di spiegare quali strategie stanno adottando per incrementare la conoscenza dei loro consulenti in ambito ESG. Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, spiega che “i consulenti della nostra rete certificati EFPA ESG Advisor sono 14 sui 75 certificati a livello nazionale”.

Volpato aggiunge che “abbiamo allo studio la creazione di un percorso per la certificazione EFPA ESG in collaborazione con Assoreti che si articolerà in tre webinar a cui si affiancherà una piattaforma di allenamento proprietaria”. Anche perché, argomenta il manager di Banca Mediolanum, la certificazione e in generale la conoscenza del mondo ESG “rappresenta certo un valore aggiunto. Fino a qualche anno fa l’attenzione ai temi legati alla sostenibilità era una debole necessità, spesso etichettata come moda. Negli anni la sensibilità all’ambiente si è evoluta e ha iniziato a permeare tutti i settori del business, tanto da essere normata. Per quanto riguarda la nostra industry, i regolatori stanno facendo sollecitazioni su due fronti: alle SGR chiedono che i criteri ESG fungano da driver nella scelta dei titoli da inserire in portafoglio, mentre ai distributori chiedono di costruire una proposta di portafoglio che tenga conto dei bisogni e degli interessi dei clienti verso questo ambito. Il mercato non fa altro che rispecchiare questo nuovo orientamento e i conseguenti flussi di capitali verso i prodotti ESG favoriscono le valorizzazioni di Borsa. Non è un caso, infatti, che gli indici ESG, da alcuni trimestri, siano quelli che stanno maggiormente premiando in termini di ritorni. Ultimo suggello di taglio internazionale arriva dal Next Generation EU che prevede di indirizzare verso la green economy il 35/40% dei 750 miliardi di euro stanziati. Stiamo parlando di oltre 250/270 miliardi di euro. E’ ovvio che per il settore della consulenza finanziaria diventi una necessità attrezzare verso le tematiche ESG, per rendere efficace e fattivo l’affiancamento alle famiglie”.

E sugli obiettivi numerici dell’istituto dice: “Sul fronte della certificazione EFPA ESG, ci siamo posti l’obiettivo di conseguire la leadership, convinti della validità del progetto e per essere proattivi verso i clienti. Recenti ricerche hanno rilevato come la fascia più patrimonializzata della clientela sia la più sensibile e informata sulle tematiche Ambientali, Sociali e di Governance. Spesso manifestano delle aspettative in termini di orientamento e di supporto nell’inserimento in portafoglio di prodotti corrispondenti ai valori ESG oltre che alle loro esigenze. Il consulente finanziario deve inevitabilmente elevare la propria preparazione professionale, ampliando il bagaglio di conoscenze con la partecipazione a specifici programmi formativi ESG, certificando preferibilmente le conoscenze acquisite”.

Luigi Provenza, chief commercial officer investment & wealth management di Banca Widiba, rivela che "sono 109 i consulenti certificati della rete" e sottolinea come “il dato sia in continuo aggiornamento e ci aspettiamo un costante incremento delle certificazioni. Pensavamo inizialmente che la certificazione avrebbe coinvolto maggiormente la componente femminile e più giovane della nostra rete, invece sta avvenendo in maniera uniforme tra area geografica, età e portafoglio dei consulenti, grazie anche alla possibilità di fruire del corso a distanza”.

State istituendo un percorso ad hoc per certificarli? “Al pari di quanto fatto con la certificazione EFPA che resta una scelta personale del singolo consulente finanziario, lavoriamo per consentire ai nostri consulenti di aumentare le rispettive competenze, non solo in ambito strettamente finanziario ed economico. Quando all’interno della formazione obbligatoria (IVASS, Consob in primis) vi sono corsi validi ai fini EFPA, la banca provvede a segnalarlo ai consulenti. Non abbiamo strutturato un singolo percorso ad hoc per la certificazione ESG, ma stiamo seguendo e supportando diverse iniziative. Tra queste, la più rilevante la realizzeremo con il supporto di un fund manager presente all’interno della nostra offerta, tra i primi al mondo nello strutturare soluzioni di investimento ESG, il cui impegno a livello internazionale lo vede attivamente partecipe in diversi ambiti. Nell’attuale fase, nella quale non c’è sempre chiarezza in ambito ESG, desideriamo che i nostri consulenti sviluppino un senso critico sul tema e riescano a valutare l’expertise dei diversi player (fund manager, data provider, ecc) ed i possibili punti di forza e debolezza delle strategie. Puntiamo in particolare a far conoscere le soluzioni ESG non solo in ambito azionario e non solo nei mercati sviluppati. Inoltre desideriamo informare i nostri consulenti delle opportunità presenti nella gestione attiva, ma anche in quella passiva ed addirittura nei singoli bond. Al contrario per la nostra tipologia di clientela non riteniamo fondamentale fornire ai nostri consulenti finanziari formazione per la stock picking in ambito ESG”. 

Provenza rileva che la formazione su queste tematiche è “fondamentale per comprendere la generazione di alpha derivante dai singoli fattori, per una migliore comprensione dei prodotti e per un ottimale supporto alla clientela. I clienti istituzionali e private hanno dimostrato interesse sul tema ESG, mentre quelli retail si stanno approcciando solo ora. Riteniamo che le strategie ESG possano ridurre la volatilità di portafoglio, pur garantendo ritorni significativi. Monitoriamo tuttavia costantemente i flussi e le prassi presenti nel settore del risparmio gestito, in quanto la forte liquidità presente nei mercati finanziari potrebbe costituire dei fenomeni temporanei di ipercomprato in alcuni segmenti di mercato. Per i mercati emergenti in particolar modo l’approccio ESG dovrebbe garantire stabilità delle performance”.

“Più difficile – conclude il chief commercial officer investment & wealth management di Banca Widiba - capire gli effetti sui singoli settori”.

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