Tommaso Corcos apre a nuove acquisizioni all'estero

“Prenderemo in considerazione obiettivi specifici nei nostri mercati chiave. Può trattarsi di qualsiasi cosa, da singoli team a banche”. Lo rivela l’a.d. di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, in una lunga intervista a finewsticino.ch.
07/06/2022 | Redazione Advisor

“Prenderemo in considerazione obiettivi specifici nei nostri mercati chiave. Può trattarsi di qualsiasi cosa, da singoli team a banche. Attraverso Reyl abbiamo anche una partecipazione in 1875 Finance, un gestore patrimoniale indipendente di Ginevra che ci permette di avere un ruolo attivo in quel mercato. Ma prima di tutto dovremo avere un quadro più chiaro delle conseguenze geopolitiche di tutto ciò che è accaduto in questo periodo”. Tommaso Corcos, amministratore delegato di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, con un’intervista al sito web svizzero finewsticino.ch., non esclude nuove acquisizioni nel private banking.

E sul completamento dell’integrazione della banca ginevrina Reyl dice: “Si è trattato di un successo, ma ha assorbito un’enorme quantità di risorse e capacità interne. Non c’è da stupirsi che in seguito ci sia stata un po’ di stanchezza, ma ora siamo in una posizione in cui possiamo sfruttare appieno le nostre capacità operative, abbiamo un bilancio e una reputazione forti, e un fantastico team di gestione. Spero che nei prossimi mesi ci divertiremo di più. Guardando indietro, è stata una sfida enorme”.

A chi gli chiede se ci sono differenze nella definizione e nella metodologia del private banking tra Italia e Svizzera risponde che “fondamentalmente, il private banking consiste nell'adottare un approccio olistico. Non si tratta solo di performance, ma del modo in cui si sviluppa il patrimonio di un cliente. Ci sono molti aspetti diversi a questo proposito. Tra questi, la diversificazione, le esigenze personali, la residenza, lo status fiscale e l'eredità. In senso classico, si tratta della relazione con i clienti, che in gran parte implica la fiducia. Ci sono poche differenze; in Italia la distribuzione dei prodotti nel private banking è diversa e abbiamo una maggiore diffusione di soluzioni di investimento gestite discrezionalmente. Gran parte del lavoro viene svolto attraverso il credito con un assorbimento a basso rischio. I clienti hanno iniziato ad avere anche un'affinità con gli asset del mercato privato, come il private equity, investimenti che non hanno alcuna correlazione, o ne hanno pochissima, con le azioni quotate in Borsa. Il mercato è dominato dalla clientela italiana, al contrario, la Svizzera rimane un eccellente hub finanziario offshore con un'altissima percentuale di clienti stranieri. Ha un sistema giudiziario stabile e una sofisticata regolamentazione dei mercati finanziari. Da quando abbiamo sviluppato la nostra attività di banca privata svizzera (con le acquisizioni di Morval e Reyl) abbiamo beneficiato di entrambe”.

Soffermandosi sui clienti spiega che “circa 300 miliardi di euro dei 350 miliardi totali che gestiamo provengono dall'Italia. Ciò significa che i nostri clienti sono per lo più domestici, o onshore. Sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, anche se c'è un chiaro centro di gravità nel nord, dato che è il luogo in cui si concentrano le attività economiche. La maggior parte dei clienti non italiani è registrata in Svizzera e alcuni a Dubai. La nostra strategia all'estero segue quella di molte aziende italiane. Ad esempio, in Medio Oriente lo sviluppo del Private Banking segue solitamente l'attività di Corporate Banking del Gruppo Intesa Sanpaolo".

Poi il giornale online svizzero chiede a Corcos di approfondire alcuni aspetti della sua vita privata passata e futura a cominciare da cosa sognava da bambino: “Sono cresciuto in una famiglia di imprenditori. Mio padre si occupava di olio d'oliva. Dopo gli studi, sono entrato nel settore bancario con l'obiettivo di fare esperienza e poi gestire l'azienda di famiglia. Ma la diversità del settore finanziario mi ha spinto a restare. A differenza di mio padre, mio zio era un trader di azioni: in questo modo, c'era già un precedente in famiglia”.

Nel suo ufficio è appesa una foto dell'astronauta statunitense Edwin "Buzz" Aldrin sulla luna. Che cosa la affascina? “Due cose. La foto viene sempre associata al primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong. Ma lui ha sempre evitato la pubblicità, a differenza di Aldrin che è ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Questa foto almeno lo fa entrare per sempre nei libri di storia, anche se non è stato il primo a salire sulla Luna. La seconda è la visione del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Trovo affascinante che all'inizio degli anni '60 abbia detto che un uomo sarebbe stato portato sulla luna entro la fine del decennio. Ha iniziato una missione collettiva per il popolo americano. Mi sono sempre chiesto come si possa fare qualcosa di simile nel mondo aziendale”.

E sui suoi obiettivi futuri l’a.d di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, rivela che “vorrei riuscire a parlare il francese, visto che ho iniziato a impararlo di recente, per comunicare meglio con i miei colleghi di Reyl. Ma temo che ci vorranno alcuni anni prima di poterlo fare”.

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