Sanpaolo Invest-Fideuram, conto alla rovescia per la fusione

Entro la fine del 2022 sarà completata l'unione per incorporazione delle due realtà. Per consulenti e clienti è prevista...
29/06/2022 | Francesco D'Arco

Sanpaolo Invest SIM si prepara a festeggiare i suoi 35 anni di storia con una fusione infragruppo. Secondo quanto risulta ad Advisoronline.it, i CdA di Intesa Sanpaolo e delle due società interessate hanno deliberato la fusione per incorporazione di Sanpaolo Invest SIM (controllata al 100% da Fideuram) nella sua controllante, nell’ottica di razionalizzazione delle strutture societarie 

 

Una fusione di cui si parla da tempo, ma che troverà il suo compimento entro la fine del 2022. Dopo l’ottenimento delle autorizzazioni previste sarà completato un percorso avviato da tempo che già oggi vede le due realtà integrate sotto il profilo organizzativo, operativo, del modello commerciale, del catalogo prodotti, della gestione e del modello di incentivazione dei suoi consulenti finanziari.

 

Secondo quanto rilevato da Advisoronline.it la fusione non avrà ricadute sull’operatività dal momento che sarà mantenuto inalterato il livello di servizio, il presidio e la gestione dei rischi senza cambiamenti nei servizi offerti alla clientela. Non solo. Sarà matenuto anche il brand  “Sanpaolo Invest” al fine di garantire continuità nella gestione delle relazioni da parte di consulenti finanziari.  

 

La storia di Sanpaolo Invest Sim, che al 31 marzo 2022 registrava masse in gestione per circa 29,6 miliardi di euro divise tra 169.000 clienti e circa 1.200 consulenti finanziari, parte nel 1987. Già dal 2002 viene acquisita dall’allora Banca Fideuram. Nel 2015 nasce la divisione private del gruppo Intesa Sanpaolo dal nome Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking (nella foto Fabio Cubelli condirettore generale di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking), all’interno della quale rientrano Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo invest SIM. Nel 2020 entra nel perimetro del mondo Fideuram ISPB anche IW Bank. E adesso il gruppo è pronto a portare a compimento una nuova operazione straordinaria che sarà fiscalmente neutrale, senza impatti sul bilancio consolidato e senza emissione di azioni . Anche perché la fusione tra ‘Parti Correlate Infragruppo’ prevede l’esenzione da procedure aggravate e non è quindi classificata tra le operazioni di maggior rilievo (OMR).

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