Marco Bernardi: “Lavorare in team per un servizio più elevato”

Il vice direttore generale di Banca Generali, con un’intervista ad Advisoronline.it, spiega come “quello dello sviluppo dei gruppi di private banker è un progetto che abbiamo avviato da alcuni anni ma che oggi trova una ulteriore dimensione di valore”
30/06/2022 | Daniele Riosa

Aggregare le competenze di grandi professionisti non solo in ottica di passaggio generazionale ma anche e soprattutto per rispondere con maggiore efficacia alle rinnovate incognite che aleggiano sul mondo del risparmio oggi. E’ questa l’idea alla base del progetto di costituzione di team di private banker che Banca Generali ha avviato da alcuni anni ormai ma che trova in questo 2022 rinnovato slancio. Lo conferma con un’intervista ad Advisoronline.it il vice direttore generale di Banca Generali, Marco Bernardi.

Dottor Bernardi, voi di Banca Generali siete stati tra i primi a credere in questa forma di collaborazione tra i professionisti della vostra rete. Come mai?
“Quello dello sviluppo dei team di private banker è un progetto che abbiamo avviato da alcuni anni ormai ma che oggi trova una ulteriore dimensione di valore. Ci troviamo infatti in un momento congiunturale e storico che presenta diverse complessità per il risparmio. I clienti sono preoccupati per le tensioni inflattive, i dubbi sulla ripresa e le incognite da una eventuale escalation del conflitto in Ucraina. Tutto questo si trasferisce sulla sfera del risparmio e porta i clienti a chiedere ancora più protezione e competenze. Il lavoro di team consente di rispondere con maggiore efficacia a queste perplessità dei clienti portando i team di consulenti a fornire risposte efficaci che nascono dalla condivisione di competenze specialistiche e dalla maggiore capacità di efficientamento dei processi operativi”.

Che profilo hanno i banker che compongono oggi i vostri team?
“Oggi abbiamo 140 team attivi che coinvolgono più di 300 private banker e wealth advisor della nostra rete. Nello specifico, ci sono sostanzialmente due tipologie di team. Il primo è quello che risponde alle necessità di passaggio generazionale e quindi affianca uno o più profili junior ad un professionista di grande esperienza che ha voglia di trasferire il proprio lavoro per non farlo esaurire nel tempo. Dall’altra parte ci sono invece i team composti da più professionisti che si aggregano per condividere competenze e allargare le maglie della consulenza ai propri clienti”.

A livello operativo, che vantaggi stanno riscontrando i vostri banker?
“Ci sono diversi vantaggi che il progetto di team presenta. I primi due li ho già accennati prima e fanno riferimento all’efficientamento dei processi operativi e la condivisione di competenze specialistiche. C’è poi la logica di passaggio generazionale che riguarda soprattutto i professionisti più esperti e che cercano un assist in una o più figure giovani per allargare il dialogo con una nuova fascia di clientela. Tutto questo produce sia un forte sviluppo professionale che benefici operativi, in primis quello legato a una maggiore quantità di tempo da dedicare alla consulenza o a intercettare nuova clientela. C’è poi un indubbio vantaggio commerciale anche agli occhi del cliente”.

Ovvero?
“Confrontandosi con un team di professionisti, il cliente percepisce chiaramente di avere un livello di servizio ancora più elevato e questo non fa altro che rinsaldare la relazione preesistente. Non a caso il nostro progetto di team si sta rivelando vincente per i banker non solo in termini operativi, ma anche di nuova raccolta”.

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