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Investimenti sostenibili, il ruolo dell’obbligazionario

Per finanziare un futuro più sostenibile saranno necessari migliaia di miliardi di dollari a livello di soggetti sovrani, amministrazioni locali e imprese. Il commento di Pimco
22/06/2021 | Redazione Advisor

Qual è il ruolo dell’asset class obbligazionaria nel campo degli investimenti sostenibili? E quali sono gli strumenti più interessanti sviluppati negli ultimi anni? “Nei prossimi anni e decenni vedremo migliaia di miliardi di dollari di ulteriori investimenti sostenibili a livello di soggetti sovrani, amministrazioni locali e imprese” spiega Scott Mather, cio U.S. Core Strategies e head of ESG portfolio integration di Pimco.

 

“Ai loro albori, gli investimenti sostenibili puntavano solo sull’esclusione di quelle aziende che non soddisfacevano determinati criteri. In tempi più recenti, l’attenzione si è estesa ad aspetti più ampi che generano valore, ponendo maggior enfasi sulla valutazione degli investimenti e sulla collaborazione con gli emittenti attraverso l’engagement” osserva Mather. “Questa collaborazione con il management delle aziende, a nostro avviso, spesso può conseguire il massimo impatto in quanto gli investitori possono sviluppare una conoscenza più profonda degli emittenti e dell’investimento in questione e al contempo favorire cambiamenti positivi”.

 

Nonostante l’esplosione di dati ESG negli ultimi anni, “vi sono indubbie sfide riguardo alla qualità e all’omogeneità delle informazioni fornite dagli emittenti, in particolare in relazione ai rischi legati al clima” prosegue Mather, ma osserva anche che si fanno progressi. “Diversi anni fa, il Financial Stability Board ha istituito la Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) per incrementare e migliorare l’informativa finanziaria sugli aspetti legati al clima. Inoltre, l’International Financial Reporting Standards (IFRS) Foundation sta sviluppando un nuovo organismo, il Sustainability Standards Board, con l’intento di adottare uno standard per l’informativa pubblica sugli aspetti legati al clima, con un’azione analoga a quella della TCFD”.

 

“La 26esima Conferenza dell’ONU sul Clima (COP26) che si terrà a Glasgow a novembre di quest’anno sarà cruciale per accelerare le azioni per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, in particolare per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi e preferibilmente entro 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali” prosegue Mather.

 

“Oltre alla rapida espansione del mercato dei green bond, sono cresciuti anche altri tipi di obbligazioni come i social bond, le obbligazioni SDG, ossia collegate agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, tra cui la parità di genere, la disponibilità dell’acqua e altri analoghi, che i capitali raccolti sono destinati a finanziare, nonché prestiti e obbligazioni legati alla sostenibilità che finanziano l’azienda in generale ma hanno meccanismi finanziari collegati al raggiungimento di target specifici come la riduzione delle emissioni di gas serra” spiega ancora Mather. “Queste categorie di strumenti finanziari, e in particolare le obbligazioni legate alla sostenibilità, che hanno una portata più ampia rispetto a quelle con vincolo di destinazione dei capitali, possono aprire le porte alla partecipazione attiva di un numero maggiore di imprese e di governi per realizzare miglioramenti sul versante della sostenibilità e consentire agli investitori di indirizzare i loro capitali verso quegli emittenti e titoli con obiettivi indicati in modo chiaro e con target misurabili” conclude l'esperto.

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