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Energia pulita: la nuova frontiera dell’investimento green

La transizione verso la decarbonizzazione non è più un’opzione ma una necessità per affrontare l’emergenza climatica. Essa rappresenta un’opportunità di investimento, visto che, come evidenzia Invesco, nel futuro…
20/10/2021 | Redazione Advisor

In tutto il mondo, i governi stanno fissando obiettivi ambiziosi per ridurre le proprie emissioni di carbonio. Alla base di molti di questi obiettivi c’è l’accordo di Parigi, siglato nel dicembre 2015 che prevede un’azione a livello globale per limitare il riscaldamento globale a 2 °C, puntando a un aumento massimo di 1,5 °C entro il 2050. Il raggiungimento di un tale cambiamento avrà un impatto su tutti i settori dell’economia, ma il settore che verrà influenzato maggiormente sarà quello dell’energia.

 

Molti hanno iniziato a parlare di energia pulita, ma cosa si intende con questo termine? Invesco sottolinea come prima di tutto per esso si intenda la decarbonizzazione: ossia concentrarsi sulle attività che contribuiscono a, o che traggono vantaggio da, una transizione verso l’uso di fonti energetiche che comportano minori emissioni di carbonio e che prevengono l’inquinamento. Questo processo include tecnologie come l’energia eolica o solare che provengono da fonti naturali, ma comprende altresì anche nuovissime tecnologie che puntano a rimuovere i gas serra dall’aria, come la tecnologia di cattura del carbonio o del metano.

 

La transizione verso le zero emissioni richiederà cospicui investimenti nei quali secondo Invesco il settore privato giocherà un ruolo fondamentale. I cambiamenti della spesa al consumo e del comportamento di voto suggeriscono che la società è sempre più interessata alle questioni riguardanti il cambiamento climatico. Questa tendenza è visibile anche per quanto riguarda la comunità di investitori. La sostenibilità, ad esempio, è diventata un input molto più importante per le decisioni di investimento, e la quantità di capitale che gira intorno a strategie e prodotti di investimento basati sulla sostenibilità o sui cambiamenti climatici ne è la prova. E nel futuro lo sarà sempre di più, sostenuta anche dai risultati che la transizione o decarbonizzazione sarà in grado di generare.

 

Guardando ad essi si può notare, come evidenzia Robert Wilder, cofondatore e amministratore delegato di WilderHill, azienda attiva nel settore dell’energia pulita, nonché ideatrice del primo indice al mondo di soluzioni a energia pulita, che il settore dell’energia pulita ha generato delle buone performance. “È stato un ottimo periodo per gli investimenti nella transizione energetica. Ad esempio, l’indice WilderHill New Energy Global (NEX) ha offerto un rendimento del 144% nel 2020. A titolo comparativo, il rendimento dell’indice MSCI World è stato del 16%. L’indice NEX ha evidenziato performance particolarmente robuste nel 4º trimestre del 2020, partendo con rendimenti positivi in ottobre, quando la maggior parte dei benchmark azionari statunitensi e globali erano in ribasso, per poi continuare a sovra-performare tali indici a novembre” .

 

Tutto questo conferma l’idea che la transizione verso l’energia pulita non è più un’opzione ma una necessità per affrontare l’emergenza climatica. E anche un’opportunità di investimento.

 

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