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COP26, il futuro è nelle nostre mani

Hamelink (Candriam): "Ci impegniamo ogni giorno per utilizzare la finanza come strumento per un mondo più sostenibile. Non abbiamo il diritto di stare fermi"
19/11/2021 | Lorenza Roma

"I risultati della COP26 sono stati relativamente deboli, pur aprendo alcuni spiragli", sottolinea Vincent Hamelink, chief investment officer di Candriam. "L'energia fossile, l'elefante nella stanza, è stata menzionata, per la prima volta in assoluto, solamente alla fine della conferenza. Tuttavia, il semplice riconoscimento del problema senza un impegno concreto a eliminare gradualmente i combustibili fossili, non ci mette sulla strada del raggiungimento dell'obiettivo dei 2 °C, figuriamoci quello di 1,5 °C. L'impegno a porre fine alla deforestazione è stato uno dei principali traguardi raggiunti, anche se, senza la partecipazione del leader brasiliano, è mancato un elemento essenziale. I due paesi principalmente responsabili delle emissioni di gas serra, Stati Uniti e Cina, hanno dimostrato la volontà di cooperare sulla questione climatica".

 

"Gli impegni assunti dai Governi che non saranno più in carica al momento delle scadenze autoimposte, devono essere convalidati da una legislazione più vincolante, assente per la maggior parte degli impegni presi durante la COP26", afferma il cio che aggiunge "oggi, ogni efficace azione per il clima è il risultato di decisioni vincolanti dei governi o di forze di mercato estranee a considerazioni ambientali. Ad esempio, sia i limiti dell'UE sulle emissioni di COdelle auto sia i sussidi nazionali per i veicoli elettrici hanno trainato gli investimenti nelle auto elettriche. Negli Stati Uniti, i cambiamenti nel mercato dell'energia hanno fatto sì che la produzione si spostasse dal carbone verso il gas naturale a minori emissioni.

 

Possiamo implementare le tecnologie giuste su ampia scala abbastanza rapidamente in modo da continuare a far crescere le nostre economie, in particolare quelle emergenti, riducendo le emissioni complessive di gas serra (GHG)? "Per quanto riguarda gli investimenti, temi e tendenze non sono cambiati, forse si sono rafforzati", dichiara Hamelink. "La maggiore copertura su testate giornalistiche di ampia diffusione potrebbe portare una maggiore enfasi sugli investimenti sostenibili. Già prima della COP26 il cambiamento climatico era un tema sempre più diffuso negli investimenti, e questa tendenza dovrebbe continuare. Per esempio, più tempo sarà necessario per produrre una significativa azione climatica, maggiore sarà il potenziale ritorno per gli investimenti in prodotti e tecnologie per la mitigazione e l’adattamento. Allo stesso modo, maggiore è il rischio e più improvviso sarà il rovescio della sorte per alcuni settori, in particolare quelli a rischio di beni incagliati. Sono ottimista, perché il tema sta prendendo sempre più piede. Ma ciò non significa che possiamo permetterci ulteriori ritardi. Ogni giorno è la nostra migliore e ultima occasione. Ci impegniamo ogni giorno per utilizzare la finanza come strumento per un mondo più sostenibile. E dobbiamo tutti impegnarci per cambiare le scelte nella nostra vita privata. Non abbiamo il diritto di stare fermi", conclude il cio.

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