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Banca Generali accelera sulla sostenibilità

A 3 anni dal lancio del progetto, le masse ESG superano i 6 miliardi. A spingere la crescita c’è l’advisory sui rating di sostenibilità delle società quotate e nei rating dei fondi.
02/02/2022 | Marcella Persola

La sostenibilità è diventata sempre più importante non solo per gli asset manager ma anche per le reti che la vedono sempre più come una stella polare per guidare non solo il modello di business, ma anche l’orientamento dei portafogli della propria clientela. E’ questa la visione di Banca Generali che nel febbraio 2019 ha lanciato il proprio progetto per declinare i criteri Esg nel campo degli investimenti finanziari. Oggi, a 3 anni di distanza, la banca guidata da Gian Maria Mossa è pronta a stilare un primo bilancio dell’iniziativa.

 

Bilancio che, stando ai numeri, è assolutamente positivo. In meno di 36 mesi, Banca Generali è riuscita a convogliare verso strumenti di investimento certificati Esg oltre 5 miliardi di masse, portando così il totale delle masse sostenibili a 6,3 miliardi di euro (dato al 30.09.2021). 

“Siamo nel bel mezzo di un vero e proprio cambio storico dei paradigmi nel mondo degli investimenti che in futuro vedrà la sostenibilità sempre più come elemento centrale nella selezione sia da parte dei distributori che della clientela finale. Come banca, da sempre attenta alle sfide di sostenibilità, abbiamo creduto fosse giusto fare la nostra parte guidando per primi il risparmio delle famiglie verso una transizione che è necessaria per un futuro più equo sia dal punto di vista sociale che ambientale. I risultati raggiunti ci danno ragione e ci spingono a fare ancora di più in futuro” dichiara ad Advisoronline il vice direttore generale di Banca Generali, Andrea Ragaini (nella foto)

 

A guidare il percorso di crescita negli investimenti sostenibili hanno contribuito, secondo la banca del Leone, almeno due diversi fattori. Il primo è senza dubbio l’approccio innovativo. Alla base del progetto della c’è infatti una consistente infrastruttura tecnologica realizzata con la britannica MainStreet Partners, grazie alla quale Banca Generali ha costruito una piattaforma digitale che consente ai suoi 2mila private banker e wealth advisor di costruire portafogli in linea con i 17 Sustainable Development Goals dell’Agenda ONU 2030 che stanno maggiormente a cuore ai clienti. Per raggiungere questo obiettivo, la Banca ha affidato a MainStreet la mappatura di tutto il suo universo investibile a cui è stato assegnato un rating di sostenibilità. I vari comparti sono stati quindi associati ai 17 SDGs dell’Agenda Onu, con un ulteriore importante elemento di sviluppo. Grazie quindi ad un algoritmo proprietario, i private banker e wealth advisor di Banca Generali sono in grado di quantificare il contributo positivo associato ai portafogli dei clienti per ciascuno degli SDGs a cui lo stesso risulta allineato.

 

Il secondo elemento è stato invece quell’effetto della pandemia che negli ultimi due anni ha messo in luce i punti di forza dei fondi ESG spingendone la raccolta. La diffusione del Covid ha infatti contribuito ad accentuare nelle famiglie la percezione dell’importanza di detenere strumenti ESG nei portafogli. 

 

“Quello che abbiamo portato avanti con Banca Generali è un lavoro molto profondo che nasce da lontano, che combina analisi di sostenibilità con un elevato grado di innovazione tecnologica ed anticipazione dei principali trend di mercato sia a livello d’investimento che regolamentari e che oggi rappresenta un tratto fortemente distintivo anche a livello internazionale – commenta Rodolfo Fracassi, fondatore e CEO di MainStreet Partners, che aggiunge -. Il valore aggiunto di questo progetto risiede infatti non solo nella qualità delle analisi ma anche nella piattaforma digitale che consente di creare portafogli allineati alle sensibilità personali del singolo cliente. Crediamo sia questo il passo che segnerà il futuro degli investimenti sostenibili”.

 

 

 

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