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Un potente strumento nelle mani degli investitori: l’azionariato attivo

Schroders ha scritto alle società in cui investe per presentare il proprio Engagement Blueprint, che rafforza ulteriormente l'importanza di integrare misure di sostenibilità e di porre attenzione all'active ownership nei portafogli dei clienti.
13/04/2022 | Redazione Advisor

Schroders vanta un’esperienza pluriennale nell'engagement e nell'azionariato attivo. Ha nominato i primi esperti di governance nel 1998 e per oltre 20 anni ha monitorato gli impegni assunti dalle società in ambito ESG. E non finisce qui. Il team active ownership della società si sta rafforzando ulteriormente e recentemente ha lanciato Engagement Blueprint  uno strumento in più per aiutare le aziende a essere sempre più virtuose e sostenibili.

 “Il focus sui futuri interventi di azionariato attivo è strettamente legato ai risultati che auspichiamo per le società in portafoglio e fungerà da bussola per orientare l’attività di engagement in futuro” sottolinea Kimberley Lewis, head of active ownership di Schroders.

 

Ma cosa si intende concretamente per azionariato attivo? L’azionariato attivo consiste nell’interagire con le società per influenzarne la condotta futura in relazione a questioni di sostenibilità. Mediante un confronto costante Schroders è in grado di conoscere l'azienda e, quando necessario, chiedere al management di adottare nuove prassi. Una volta all’anno il gruppo ha anche l’opportunità di votare all’assemblea generale degli azionisti.

Azionariato attivo ed engagement sono le due facce di una stessa medaglia. Secondo Hannah Simons, head of sustainability strategy di Schroders, "nel settore dell’asset management si tende a usare il termine 'engagement' per descrivere l’interazione con le società in cui sono investiti i capitali dei clienti. Tali interazioni sono fondamentali per valutare i fattori che rendono un investimento vantaggioso. Ecco perché non è solo il nostro team di investimento sostenibile di Schroders a guidare queste attività, ma anche i gestori di portafoglio e gli analisti finanziari".

 

L’engagement è fondamentale perché tale attività  permette di conoscere più a fondo le società in cui Schroders investe esponendo loro le proprie aspettative. In ultima analisi, la connessione e la comprensione reciproca sono cruciali quando si parla di attuare cambiamenti essenziali per salvaguardare e persino accrescere il valore degli investimenti di cui la società è responsabile.

 

Per far sì che tale attività sia efficace sono quattro gli ingredienti che non devono mancare: conoscenza, relazioni, impatto e incentivi.

 

Schroders ha stretto nel tempo relazioni solide e durature con numerose aziende presenti nei portafogli poiché l’attività di engagement è iniziata oltre vent’anni fa. Le informazioni acquisite mediante l’engagement possono avere un’influenza diretta sulla tesi di investimento.

“Abbiamo il potere per ridurre o addirittura chiudere una posizione se l’attività di engagement non dà buoni frutti oppure possiamo decidere di non investire affatto in una società. Nel caso delle azioni quotate, esercitiamo i diritti di voto” evidenzia Kimberley Lewis che sottolinea anche l’importanza di comunicare agli investitori tale attività. “Redigiamo dei report su base trimestrale che trattano tutti gli aspetti delle attività di engagement” chiarisce.

 

“I clienti ci chiedono spesso informazioni sui progressi. La trasparenza del processo è fondamentale anche per permettere ad altri soggetti di chiederci conto delle scelte operate in qualità di investitori” conclude Simons.

 

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