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BTP Green: ecco cosa ha finanziato

Il Rapporto 2022 di Allocazione e Impatto presentato dal MEF ha evidenziato quali sono le categorie che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti e qual è l'impatto di essi
16/05/2022 | Marcella Persola

Quando si effettua un investimento green, soprattutto in ambito obbligazionario, l’intento degli investitori è quello di capire cosa sarà finanziato con il proprio contributo. Per questo è molto utile analizzare il Rapporto 2022 di Allocazione e Impatto presentato dal MEF.

 

Come è noto lo scorso marzo 2021 lo Stato italiano è entrato per la prima volta sul mercato dei titoli verdi lanciando il BTP Green 2045, del quale sono state emesse due tranche per un valore nominale complessivo pari a 13.500 milioni di euro ed un controvalore ai prezzi di emissione pari a 13.265,13 milioni di euro. La prima emissione ha raggiunto il record di richieste nelle emissioni inaugurali di Green Bond sovrani in Europa con una partecipazione di circa 530 investitori, di cui oltre la metà ESG, per una domanda complessiva di oltre 80 miliardi di euro. L’interesse da parte del mercato è stato confermato anche in occasione della riapertura della seconda tranche, effettuata nel mese di ottobre 2021, con la partecipazione di circa 350 investitori, di cui quasi la metà di tipo ESG.

 

Nel Rapporto pubblicato si esaminano le assegnazioni dei proventi netti raccolti tramite le emissioni BTP Green del 2021. In particolare ove già disponibile, si evidenzia anche il positivo impatto ambientale degli interventi resi possibili dalle spese green.

 

Vediamo però nel dettaglio dove sono finite le risorse reperite.

Come si legge nel rapporto “Le risorse sono state interamente utilizzate per finanziare le sei categorie di spese presenti nel bilancio dello Stato nel quadriennio 2018–2021 che soo: Fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica, Efficienza energetica, Trasporti, Prevenzione e controllo dell’inquinamento e economia circolare, Tutela dell’ambiente e della diversità biologica e Ricerca”.

 

Nel dettaglio, sul totale delle spese green, nel corso del quadriennio 2018-2021 la categoria trasporti costituisce la principale voce (pari a 7,62 miliardi di euro), rappresentando il 57% del totale. Gran parte di tale categoria è riconducibile a investimenti in conto capitale (infrastrutture ferroviarie, elettrificazioni di tratte ferroviarie, realizzazione di nuove tratte di Alta Velocità/Alta Capacità e a contributi di sostegno alla mobilità ferroviaria). Seconda categoria di spesa, in ordine di grandezza, è quella riguardante la tutela dell’ambiente e della diversità biologica, a cui è destinata una quota pari al 15,2% della spesa (circa 2 miliardi di euro). La categoria include primariamente gli interventi a difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico, gli investimenti in infrastrutture idriche, nonché le spese finalizzate alla realizzazione del Modulo Sperimentale Elettromeccanico (MO.S.E.) di Venezia. Alla categoria relativa all’efficienza energetica è stata destinata una quota pari al 12,2% delle spese complessivamente rendicontate (1,63 miliardi di euro). Alla ricerca è stato allocato il 9,4% della spesa complessiva (pari a 1,25 miliardi di euro), dove le risorse erogate all’ENEA rappresentano la voce più rilevante della categoria. Infine, le misure di prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare e quelle di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili costituiscono, rispettivamente il 3,9% (525 milioni di euro) e il 2,2% (296 milioni di euro) della spesa green totale.

 

Relativamente alla valutazione circa l’impatto ambientale di tali spese, il documento rende conto, dove possibile, del positivo impatto ambientale effettivamente rilevato, e tra le categorie che maggiormente si prestano ad una valutazione di impatto ambientale delle risorse impegnate troviamo, ad esempio, gli Incentivi fiscali per la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. In tal caso il Rapporto utilizza come indicatore la riduzione espressa in tonnellate delle emissioni di CO2 determinata dalla produzione di energia elettrica con impianti azionati da fonti rinnovabili. Le emissioni di CO2 evitate, ad esempio, sono state pari a 2.439.839, 4.557.733 e 1.947.698 di tonnellate, rispettivamente per le annualità 2018, 2019 e 2020.

 

Per quanto riguarda gli Incentivi fiscali per lavori di efficientamento energetico del costruito, nelle diverse categorie di intervento (ad esempio condomini, riqualificazione globale, sostituzione serramenti o pannelli solari) tale misura ha contribuito ad evitare l’emissione di oltre 283 mila tonnellate di CO2 nel solo 2018.

 

Infine, un ulteriore significativo impiego delle risorse delle emissioni green è rilevabile per le Aree marine protette, Parchi nazionali e Riserve naturali Statali. Le risorse delle emissioni del BTP Green sono state infatti indirizzate anche verso il sistema nazionale delle aree protette costituito, oltre che dai parchi nazionali e dalle aree marine protette, dalle riserve naturali statali e regionali, dai parchi regionali e da altre tipologie di area protetta riconosciute.

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