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Il fondo è sostenibile? Tre domande per capirlo

Secondo AllianceBernstein ogni persona ha diverse priorità a livello sostenibile ed è importante sapere se il prodotto risponde al nostro senso etico
16/06/2022 | Redazione Advisor

Il concetto di sostenibilità può assumere significati diversi. Come si può sapere, dunque, se un fondo azionario sostenibile è davvero allineato al proprio senso etico in materia di responsabilità e ai propri obiettivi d’investimento? Secondo gli esperti di AllianceBernstein (AB) sono tre le domande chiave per capirlo. Inizialmente bisogna partire dalla considerazione che ogni persona ha diverse priorità ambientali e sociali e sposa un diverso approccio d’investimento. Qualcuno preferisce applicare uno screening positivo a un indice di riferimento per trovare aziende con determinate caratteristiche, come una bassa impronta di carbonio o elevati punteggi di diversità e inclusione. Qualcun altro ricerca un portafoglio che investa attivamente in imprese i cui prodotti o servizi contribuiscono a migliorare le condizioni ambientali e sociali. Non tutti i portafogli, però, spiegano chiaramente in che modo le considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) sono integrate nel loro processo di investimento sostenibile.

 

Ad esempio i portafogli AB Sustainable Thematic Equity adottano una filosofia, una strategia e un processo coerenti per trovare imprese che generano risultati ambientali o sociali positivi e offrono un solido potenziale di rendimento. Sulla base di questo approccio, la società di gestione ha sviluppato un piano concreto per tradurre gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) in idee d’investimento praticabili attraverso tre temi: Clima, Salute ed Empowerment. Questi temi generali costituiscono un punto di partenza per identificare opportunità poi più specifiche.

 

Altro elemento da tenere in considerazione è come i fattori ESG siano integrati nel processo di investimento. Per AB, ad esempio, sono parte integrante dell’analisi su qualsiasi società. È impossibile valutare un’azienda senza tenere conto di tali fattori. Nello specifico i portafogli AB Sustainable Thematic Equity quantificano in modo indipendente i fattori ESG a livello aziendale. Attraverso la ricerca proprietaria, la società elabora stime del potenziale di rendimento a cinque anni, identificando e quantificando i rischi, incorporando i fattori ESG in ogni fase del processo d’investimento.

 

Ultimo fattore da tenere presente è se la strategia prevede iniziative di engagement, perché il solo investimento in un’impresa sostenibile non è sufficiente a produrre un cambiamento. Gli azionisti hanno la possibilità di dialogare con il management, e dunque dispongono di un canale preferenziale per incoraggiare un mutamento significativo del comportamento aziendale. Per promuovere un cambiamento positivo, su questioni spesso controverse, ci vogliono tempo, pazienza e sforzi nel corso degli anni. Ad esempio su tale fronte nel 2021 il team AB Sustainable Thematic Equity ha condotto 104 iniziative di engagement con i team manageriali di 60 diverse imprese su 219 differenti questioni ESG.

 

“Dal nostro punto di vista, l’engagement consiste nel creare una collaborazione proficua con il management allo scopo di realizzare progressi in molteplici aree d’azione sul lungo periodo. Grazie alle relazioni instaurate con i team manageriali, possiamo esercitare la nostra influenza attraverso il dialogo e da una posizione di rispetto reciproco. Questo tipo di approccio è spesso più efficace di un atteggiamento aggressivo nel convincere le aziende a intraprendere la strada giusta per garantire un futuro più sostenibile. È anche il modo migliore per assicurare che le imprese siano attivamente impegnate a migliorare le pratiche ESG, contribuendo a realizzare condizioni sociali favorevoli, oltre che ad accrescere il proprio valore economico” concludono gli esperti di AB.

 

 

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