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L'Europa resta il motore chiave della finanza sostenibile

Secondo uno studio condotto da Morningstar e Zeb la regione detiene l'83% del patrimonio netto dei fondi sostenibili globali con un aumento del 71% rispetto al 2020
22/06/2022 | Paola Sacerdote

L'Europa rimane il motore chiave della finanza sostenibile, detenendo l'83% del patrimonio netto dei fondi sostenibili globali. E' quanto rileva la seconda edizione di una ricerca annuale sui fondi di investimento sostenibili europei (European Sustainable Investment Funds Study) realizzato da Morningstar e Zeb, promosso da ALFI, l’Associazione dell'industria dei fondi lussemburghesi. Lo studio ha rilevato infatti che il patrimonio netto in prodotti di fondi sostenibili basati sulla rigida definizione di sostenibilità di Morningstar ha raggiunto quasi 2 trilioni di euro alla fine del 2021, con un aumento del 71% rispetto al 2020.

 

Lo studio mira a fornire un'istantanea su come gli obiettivi di sostenibilità e i rispettivi interventi legislativi stanno plasmando l'industria dei fondi in Europa e ad analizzare il ruolo, la competitività e il posizionamento dei diversi domicili all'interno di questo ambiente in dinamica evoluzione. È il secondo di una serie di studi condotti regolarmente sulla base di un approccio analogo per monitorare lo sviluppo dinamico e le tendenze del settore dei fondi sostenibili europei. Vediamone le principali evidenze.

 

A livello di asset class, l'azionario rimane la classe di attività dominante dei fondi sostenibili in tutti i Paesi europei, rappresentando oltre il 60% degli asset sostenibili gestiti dai fondi. Seguono a fine 2021 reddito fisso (20%) e fondi di asset allocation (15%). Si tratta di una differenza significativa rispetto all’universo dei fondi tradizionali, in cui la quota di fondi azionari rappresenta solo il 48% degli asset gestiti. Questa disparità nei fondi sostenibili è probabilmente dovuta alla possibilità di intervenire più attivamente con pratiche di stewardship per indirizzare i comportamenti delle aziende verso i target di sostenibilità. Le strategie sostenibili come i fondi a impatto sono ancora di gran lunga superate dai fondi con obiettivi ESG meno ambiziosi, ma gli asset gestiti in impact fund sono aumentate del 50% nel 2021 rispetto al 2020. A livello europeo, circa il 44% degli asset netti è stato classificato dai gestori come fondi Articolo 8 o Articolo 9 secondo la Sustainable Finance Disclosure Regulation.

 

 

Continuano ad essere popolari le strategie passive sostenibili: alla fine del 2021 rappresentavano circa il 27% del patrimonio netto dell'universo dei fondi sostenibili europei, una percentuale superiore al 21% osservato nell'ambito dei prodotti tradizionali. Ciò si confronta con un patrimonio netto in fondi passivi di circa 139 miliardi di euro nel 2019, un aumento di quasi il 280% rispetto a solo il 25% circa nel settore dei fondi tradizionali nel periodo dal 2019 al 2021. Sembra quindi che la gestione passiva si stia spostando in maniera importante da approcci più tradizionali, plain vanilla, verso un approccio ESG.

 

In un mercato, quello dell’asset management, largamente dominato dai player più grandi, la concentrazione nel segmento dei fondi sostenibili è ancora maggiore. Lo studio rileva che in media il 51% del patrimonio netto dei fondi attivi sostenibili in Europa è investito in fondi lanciati dai primi 20 provider, rispetto a solo il 43% circa dei fondi tradizionali. In termini di singoli hub, Lussemburgo e Irlanda mostrano un forte posizionamento tra i principali provider di fondi in entrambi i mercati. I primi 5 asset manager coprono circa il 32% del patrimonio netto in fondi sostenibili domiciliati in Lussemburgo.

 

Lo studio analizza anche i principali ostacoli alla diffusione degli investimenti sostenibili negli Stati Uniti e in Asia: per quanto riguarda gli Stati Uniti nonostante il notevole interesse per la sostenibilità, la precedente decisione del governo statunitense di ritirarsi dall'Accordo di Parigi sul clima ha probabilmente spinto investitori, azionisti e autorità di regolamentazione a spostare la sostenibilità verso il fondo l'agenda. La firma del presidente Biden nel 2021 per rientrare nel Climate Agreement è un passo importante verso un obiettivo globale comune, anche se la precedente retromarcia potrebbe aver fatto perdere terreno agli Stati Uniti nella loro corsa verso net zero. Riguardo invece all’Asia, manca ancora un adeguato framework che consenta la standardizzazione e le valutazioni comparative nei mercati.

 

Lo studio conclude che, data la domanda in rapida crescita di investimenti sostenibili da parte sia della società da parte dell’industria dell’asset management, supportata dalle normative, la quota di mercato dei fondi sostenibili è destinata ad aumentare ulteriormente e probabilmente nei prossimi anni i fondi sostenibili diventeranno la norma piuttosto che l'eccezione.

 

 “La finanza sostenibile è a un bivio” ha commentato Marc-André Bechet, vice direttore generale di ALFI, “e il 2022 porterà alla prova della verità. Sebbene vi sia una reale volontà del settore dell'asset management di affrontare le sfide della finanza sostenibile e una forte domanda da parte degli investitori retail e istituzionali, la realtà è che, finora, i fondi che perseguono uno o più obiettivi ambientali non sono stati realmente in grado di mostrare le loro vere credenziali. Tuttavia, le aziende stanno ora iniziando a riferire sull'adeguamento delle loro attività, in linea con il regolamento sulla tassonomia e, per coloro che non lo fanno ancora, la rendicontazione sarà richiesta dal 2023 e dal 2024 in poi. Che credo sia un passo avanti fondamentale”.

 

Hortense Bioy, global director of sustainability di Morningstar ha dichiarato: “Sin dalla sua introduzione nel marzo 2021, la SFDR ha agito da catalizzatore per lo sviluppo dei prodotti e l'innovazione nel segmento dei fondi sostenibili europei. Sarà interessante vedere come la regolamentazione continuerà a rimodellare l’industria. Le modifiche alla MiFID II, che entreranno in vigore ad agosto, e che richiedono ai consulenti finanziari di prendere in considerazione le preferenze di sostenibilità dei loro clienti hanno il potenziale per accelerare l'adozione di investimenti sostenibili tra gli investitori al dettaglio. Nonostante tutte le preoccupazioni sul greenwashing, i nostri dati mostrano che l'interesse degli investitori per le strategie ESG e sostenibili è ancora in crescita".

 

 

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