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Fondi ESG: resisteranno nel bear market?

10/7/2022 | Redazione Advisor

Episodi di greenwashing, la confusione nei criteri utilizzati per la classificazione delle attività ESG e addirittura la guerra in Ucraina hanno sollevato polemiche e scetticismo sui fondi "sostenibili".


Episodi di greenwashing, la confusione nei criteri utilizzati per la classificazione delle attività ESG e addirittura la guerra in Ucraina hanno sollevato polemiche e scetticismo sui fondi "sostenibili".

Se a questo si aggiunge il fatto che essi hanno brillato meno, la debacle sembra quasi assicurata.

 

Una conferma viene anche dai dati di Morningstar che evidenziano che nel trimestre gennaio-marzo la raccolta dei fondi ESG è stata pari a 87 miliardi di dollari, circa la metà dei tre mesi precedenti. Il calo è proseguito nel periodo aprile-giugno, con una raccolta che si è fermata a “soli” 33 miliardi. Ben lontani dal record precedente di 180 miliardi stabilito nel primo trimestre del 2021.

 

Va aggiunto però che tutta l'industria del risparmio gestito sta registrando uno stazionamento della mole di denaro investita; la situazione di Bear market scoraggia gli investitori che preferiscono restare liquidi o investire in asset alternativi.

 

"L'Europa continua a rappresentare di gran lunga il principale attore del mercato ESG con il 94% della raccolta mondiale. La quota di investimenti ESG europei è esplosa all’indomani dell’introduzione del regolamento SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) che ha consentito a numerosi fondi già attivi di presentarsi come sostenibili senza cambiare le loro strategie di investimento" sottolineano gli esperti di Fundstore, la piattaforma di fondi online di Banca Ifigest e il primo ‘supermercato’ di fondi di investimento lanciato oltre 20 anni fa.

 

Il tema dei criteri ESG è molto dibattuto: secondo un’analisi svolta da EY esistono 870 politiche e regolamenti in materia, decisamente troppi. Il numero eccessivo non solo crea confusione nei risparmiatori, ma impedisce di confrontare due fondi che adottano standard diversi e facilita il compito di chi prova a ricorrere al “greenwashing”, aderendo solo formalmente alle politiche ESG.

 

"La sfida attuale per il comparto è dimostrare di sopravvivere al Bear Market. La loro grande diffusione è avvenuta nel più prolungato rialzo di Wall street, iniziato nel marzo 2009 all’indomani della crisi scatenata dai subprime e dal fallimento di Lehman Brothers. Ad oggi il trend del mercato è decisamente “short” e per ora non ci sono segnali che possano dimostrare una ripresa forte. Come spesso accade le situazioni di crisi servono anche per ripulire e mettere in ordine gli ambienti, in questo caso i mercati, da tutte quelle inefficienze che invece nascono proprio nei momenti di fiducia economica" evidenziano da Fundstore. 

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