ADVISOR GUIDEBOOK 6 - EQUITY HIGH DIVIDEND

 

 

Introduzione

L’insostenibile bisogno di reddito

 

di Francesco D’Arco

 

Nei volumi della collana editoriale ADVISOR GUIDEBOOK, più volte abbiamo ricordato le difficoltà che oggi accompagnano quegli investimenti considerati in passato "sicuri", come i Titoli di Stato.

"Non si è mai stati remunerati così poco per detenere così tanto rischio", quante volte lo abbiamo scritto? E tante volte abbiamo dato indicazioni su possibili vie alternative da seguire per ottenere remunerazioni interessanti o comunque per riuscire a soddisfare le esigenze di una clientela che è consapevole del difficile contesto in cui ci troviamo ma che, alla fine, chiede a promotori finanziari, private banker e consulenti una risposta concreta al bisogno di rendimento.

Spesso, però, la richiesta dei clienti finali va oltre il semplice "desiderio" di performance e si traduce in una vera e propria richiesta di reddito. Magari stabile e regolare.

L'income, come direbbero gli inglesi, oggi è una necessità per molti risparmiatori. Una necessità che può essere soddisfatta grazie all'ampia offerta di fondi comuni con cedola presenti sul mercato. Oggi, infatti, le soluzioni alle quali guardare per ricercare reddito e quindi generare “income” non mancano. Si tratta solo di guardare a strumenti in grado di spaziare lungo diversi mercati, aree geografiche e settori, ciascuno con un proprio profilo di rischio, e quindi adatto a una diversa tipologia di investitore.

L’asset class che più si presta a interpretare le esigenze degli investitori “income” è rappresentata, nell'immaginario collettivo, dall’obbligazionario, in virtù del flusso cedolare che per definizione prevede questo mondo, ma sarebbe un errore oggi pensare che l'unica via per ottenere una cedola sia quella dei bond. Anche il mondo equity, generalmente associato a obiettivi di crescita del capitale, oggi è in grado di generare redditi regolari grazie ai dividendi distribuiti dalle aziende in portafoglio.

Per questo, sul versante azionario, se si persegue l'income si deve optare per quella che gli operatori chiamano "dividend strategy”, una strategia che si basa sulla selezione di titoli a elevato dividendo in grado di garantire cedole interessanti staccate a cadenza regolare. Ma questa strategia può avere diverse declinazioni e quindi, non tutti i fondi che dichiarano di avere una tale strategia, sono adatti ad investitori magari interessati ai mercati azionari, con la voglia di cedola, ma con un approccio agli investimenti poco aggressivo.

Ma è davvero possibile portare verso i mercati azionari investitori con queste caratteristiche? Ed è davvero possibile offrire un flusso cedolare regolare con i fondi azionari? E, poi, esistono ancora gli high dividend? E quali sono le aree geografiche che oggi possono offrire "income" interessanti? Sono queste alcune delle domande alle quali rispondiamo con questo sesto volume della collana ADVISOR GUIDEBOOK. Il volume, dal titolo High Dividend, appartiene alla linea Equity, è stato realizzato in collaborazione con Schroders e si fonda su un presupposto ben preciso: i dividendi dovrebbero rappresentare un elemento centrale in ogni portafoglio orientato alla crescita.

 

Prefazione

L’azionario scopre la cedola

di Luca Tenani, Country Head Italia Schroders

 

In un contesto di progressiva normalizzazione delle correlazioni, sia tra asset class sia tra mercati, buone opportunità per soddisfare le esigenze di rendimento degli investitori sono offerte dai fondi Equity High Dividend.

I dividendi dovrebbero rappresentare un elemento centrale in ogni portafoglio orientato alla crescita.

Nel complesso, il loro contributo al mercato azionario è pari a circa il 50% del rendimento totale di lungo periodo. Per questo crediamo nelle società capaci di una generosa e sostenibile distribuzione degli utili. Non si tratta soltanto di una fonte di reddito per gli investitori, ma di un importante metro di giudizio per valutare la qualità di un’azienda. Nonostante la crisi economica, le politiche di distribuzione da parte di numerose aziende si sono rivelate estremamente solide, dando prova della loro capacità di incrementare il ritorno complessivo dell’investimento azionario.

Schroders offre alla propria clientela una soluzione originale e competitiva nel panorama del mercato azionario.

La costruzione di un portafoglio di titoli di qualità e ad alto dividendo è la prima delle due fasi in cui si articola la strategia Dividend Maximiser.

È, infatti, cruciale individuare aziende con una buona situazione patrimoniale, management capace e piani di sviluppo convincenti, che siano quotate a prezzi convenienti.

Ecco perché affidarsi a una gestione attiva che affianchi a innovative tecniche di screening dei dividendi una rigorosa analisi fondamentale.

La seconda fase rappresenta il vero tratto distintivo della strategia. Tramite il ricorso a opzioni call coperte, viene potenziato il reddito da dividendi e mitigata la volatilità.

Il risultato è una gamma di prodotti particolarmente indicata per chi non vuole rinunciare ai vantaggi di un'esposizione azionaria ma è alla ricerca di risultati più stabili e affidabili. Nella versione con cedola, il flusso reddituale distribuito rappresenta, inoltre, un'interessante soluzione per far fronte alle spese correnti o integrare altri tipi di reddito, primo fra tutti quello pensionistico. La cedola consente anche di gestire meglio l'emotività del cliente, svincolandolo dall'ansia dei risultati di breve periodo e mitigando l'avversione alle perdite che inevitabilmente caratterizza gli investitori, rendendoli riluttanti a inserire l'azionario "classico" nel proprio portafoglio.

 

 

BOX

Perché Schroders

 

Il sesto volume della collana editoriale ADVISOR GUIDEBOOK è dedicato ai fondi Equity High Dividend. La strategia Dividend Maximiser di Schroders, unica nel suo genere nel panorama dei fondi azionari, è disegnata per generare un reddito annuo dell’8%*. Un obiettivo che, sin dal loro lancio nel 2007, i comparti Schroder ISF** Global Dividend Maximiser e Schroder ISF European Dividend Maximiser hanno dimostrato di saper conseguire lungo un intero ciclo di mercato.

Della famiglia fa parte anche il nuovo nato Schroder ISF Asian Dividend Maximiser, che investe in titoli dell’area Asia-Pacifico (escluso il Giappone) puntando a una distribuzione del 7% annuo* con cadenza mensile. La costruzione dei portafogli è affidata al team Azionario, costituito da una rete internazionale di oltre 90 analisti globali e 13 analisti europei organizzati su base settoriale. Il team Maximiser, costituito da 4 specialisti degli Investimenti Strutturati, ha ideato, e gestisce con successo sin dalla sua prima implementazione nel mercato del Regno Unito, l'applicazione della tecnica basata sulle opzioni.

*Stima non garantita; **Schroder International Selection Fund SICAV

 

Infografica Schroders