ADVISOR GUIDEBOOK 7 - EQUITY UNITED STATES

 

 

 

Introduzione

 

Voglia di azioni, voglia di Alpha

 

di Francesco D’Arco

 

Trascorrono gli anni. Arrivano le crisi. Lasciano il segno. E magari aprono la strada ad una lunga fase di mercati bullish. Ma alla fine la domanda che i clienti pongono ai promotori finanziari è sempre la stessa: è possibile costruire un portafoglio che sia in grado di crescere nel tempo e di garantire rendimenti interessanti rispetto al livello di rischio apportato? Tradotto nel linguaggio dei gestori: è possibile generare Alpha?

 

Una domanda che diventa ancora più delicata se associata agli investimenti azionari che sono per definizione più volatili e che, soprattutto, generano reazioni emotive molto forti tra i clienti dei promotori. Soprattutto nelle fasi di crisi finanziaria come quella che abbiamo vissuto (che ancora viviamo) e che ha visto molti fondi comuni di investimento limitare spesso i danni battendo notevolmente il benchmark di riferimento, ma non riuscendo comunque a garantire quel rendimento sognato dai clienti che hanno delle aspettative sempre molto elevate.

Aspettative che aumentano quando decidono di guardare al mercato azionario. Ma proporzionalmente non aumenta mai la consapevolezza del rischio che questa asset class comporta. Agli occhi di molti clienti dei promotori finanziari l'investimento azionario ha la capacità di garantire rendimenti interessanti (considerazione condivisibile). Ma, spesso, questa aspettativa di rendimento non è accompagnata da una proporzionale aspettativa di rischio. Risultato: si seleziona nell'universo azionario, ormai ampissimo, lo strumento meno adatto alle proprie esigenze.

Area geografica, settore merceologico, tipologia di gestione del veicolo selezionato, sono tre fattori che dovrebbero accompagnare la scelta di un investimento azionario (e non solo), ma che spesso non vengono adeguatamente considerati dai clienti che, una volta insoddisfatti, trovano nel promotore finanziario la causa di tutte le loro insoddisfazioni.

 

Voglia di azioni, voglia di Alpha, nessuna voglia di correre rischi. Questi elementi sono da sempre al centro delle richieste dei risparmiatori e per i promotori finanziari non è facile individuare la scelta più adatta alle loro esigenze.

A volte, per un risparmiatore, basta sapere che gli Stati Uniti sono tornati a svolgere il ruolo di locomotiva del mondo, e che i dati macroeconomici lasciano presagire una ripresa più rapida e importante in America piuttosto che nell'Eurozona, per spingere numerosi soggetti a investire nel mercato azionario statunitense.

 

Ma cosa significa oggi generare Alpha quando si parla di Stati Uniti e di mercato azionario? Dove sono davvero le opportunità nell'equity USA? E qual è la strategia o lo stile di gestione che oggi meglio risponde alle esigenze di un cliente che si aspetta un "extra-rendimento americano" interessante ma che non vuole correre troppi rischi? Sono queste le difficili domande alle quale i promotori finanziari spesso devono rispondere e alle quali proviamo a dare risposta con il settimo volume della collana editoriale ADVISOR GUIDEBOOK dedicata all'asset class Equity USA e realizzata in collaborazione con Legg Mason.

 

 

Prefazione

L’azionario ora parla americano

 

di Marco Negri, Country Head Italia Legg Mason Global Asset Management

 

Gli Stati Uniti d'America rappresentano da sempre la terra delle opportunità di investimento. Non sono solo la casa natale di molti dei più noti marchi globali, ma anche la culla di settori innovativi e di società caratterizzate da una crescita impressionante in grado di creare in poco tempo un giro di affari notevole. Per questo motivo, e non solo, nessun investitore può permettersi di ignorare il più grande mercato azionario a livello globale.

Guardando al contesto di mercato attuale, possiamo notare come le società a stelle e strisce siano state le prime a uscire dalla recente crisi finanziaria globale, rinvigorite e addirittura più forti grazie ad un livello di indebitamento decrescente, a bilanci solidi e ad un'attività di fusioni e acquisizioni in costante crescita.

Gli Stati Uniti sono tornati a essere la locomotiva dell'economia globale grazie a un processo di ripresa più rapido rispetto agli altri paesi sviluppati. Ci sono segnali incoraggianti sotto molti fronti macroeconomici come la ripresa dei consumi, un miglioramento del settore manifatturiero, ma soprattutto, ancora una volta, l'America sta dimostrando di puntare sulla propria crescita grazie a investimenti rivoluzionari come quelli effettuati, per esempio, nel settore dell’energy che potrebbero garantirle l'indipendenza energetica entro il prossimo decennio grazie a innovativi sistemi di estrazione.

 

L'investimento nel mercato azionario americano rappresenta quindi un'interessante opportunità di medio-lungo termine. Ci sono molti modi per approcciare il mercato azionario americano e Legg Mason, grazie alla sua expertise e alla sua struttura "multi-boutique", rappresenta un punto di accesso completo e diversificato in termini di stili e capitalizzazioni.

 

Legg Mason, con più di cento anni di storia, è una delle società più blasonate al mondo nella gestione attiva dei fondi azionari americani. Al suo interno si annoverano gestori di fama internazionale come Royce & Associate, pioniere dell'investimento in società small cap, ClearBridge Investments, specializzata nella gestione attiva e nella generazione di Alpha, in grado di coprire tutti gli stili di gestione, senza dimenticarci di personalità storiche del mercato come Bill Miller, uno dei padri del "value investing", in grado di battere per quindici anni consecutivi l'indice S&P 500. Questa guida rappresenta un interessante viaggio per scoprire come e perché investire nel mercato azionario americano.

Buona lettura.