Ucits e AIFM: la Commissione europea propone una modifica

L’obiettivo della proposta pubblicata lo scorso 12 marzo è facilitare la distribuzione tranfrontaliera dei fondi comuni nei paesi Ue
30/03/2018 | Massimo Morici

Il mercato europeo dei fondi di investimento ha un valore di 14.300 miliardi di euro, ma non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale: colpa di ostacoli normativi che “attualmente impediscono la distribuzione tranfrontaliera dei fondi di investimento”. Così scrive la Commissione europea, all’interno del progetto per lo sviluppo dell’Unione dei mercati di capitali (Capital Markets Union), nel comunicato in cui annuncia di aver pubblicato lo scorso 12 marzo una proposta di direttiva che modifica le direttive Ucits e AIFM e una proposta di regolamento per facilitare la distribuzione transfrontaliera degli OICR nei paesi UE e che modifica i Regolamenti EuVECA e EuSEF. L’obiettivo è rendere la distribuzione tranfrontaliera “più semplice, più rapida e meno onerosa”.

La proposta sarà esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, una fase che potrebbe determinare l’introduzione di emendamenti al testo presentato dalla Commissione. La tempistica dell’adozione definitiva dipende, come di consueto, dal raggiungimento di un’intesa da parte dei tre organismi. Tra i punti salienti contenuti nella proposta, ricordiamo l’intoduzione di disposizioni uniformi per i gestori Ucits e FIA, e di procedure e requisiti per l’aggiornamento e il ritiro delle notifiche relative all’uso del passaporto europeo per la commercializzazione dei fondi.

La proposta della Commissione, in particolare, prevede che i gestori possano essere autorizzati a "de-notificare" la commercializzazione del proprio fondo comune (OICVM/FIA) in un determinato Stato membro qualora nessun investitore (domiciliato o avente la sede legale nello Stato membro in cui il fondo ha notificato le attività) detenga quote o azioni del fondo comune o non più di 10 investitori domiciliati nello Stato membro detengano quote o azioni del fondo che rappresentino meno dell’1% delle attività gestite. Un'altra delle novità più rilevanti proposte dalla Commissione riguarda invece l’armonizzazione dell’attività di pre-marketing dei fondi alternativi (FIA) attraverso l’introduzione di una specifica definizione e il dettaglio delle condizioni alle quali un gestore può svolgere tale attività.


Un approfondimento sulle tematiche trattate nella proposta della Commissione Ue è disponibile sul sito di Assogestioni.

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