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Martinale (Bim): “Grecia ok, luci e ombre negli Usa. E la Fed...”

4/29/2015 | pieremilio.gadda

I negoziati tra Atene e i creditori sembrano ritrovare la strada del compromesso. Se si evita la rottura, le Borse europee possono crescere ancora


La quiete dopo la tempesta. L'atmosfera cupa con la quale si era chiuso il meeting di venerdì scorso a Riga, con il Ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, attaccato duramente dai colleghi dell’area Euro, sembra aver creato le condizioni per riportare le trattative sul binario del dialogo costruttivo. Il Premier, Alexis Tsipras avrebbe contattato Angela Merkel per convocare un vertice europeo straordinario, modificando nel contempo la composizione della squadra di negoziatori: questa non sarà più guidata da Nikos Theocharakis, uomo di fiducia di Varoufakis, ma da George Chouliarakis, già coinvolto nei precedenti negoziati condotti dal Governo Samaras.

 

“Queste mosse sono state interpretate da un lato come una sorta di commissariamento per Varoufakis, dall’altro come il segnale di una maggiore disponibilità a trovare un compromesso sulle richieste dell’Europa, in cambio delle nuove tranche di aiuti”, ha commentato Aldo Martinale, responsabile funzioni  studi e analisi di Banca Intermobiliare (nella foto), che avverte: “nel breve, però, la questione greca potrebbe ancora innescare degli improvvisi momenti di tensione, che andranno ad alimentare la volatilità dei mercati”. Una volta scongiurata la rottura tra Atene e i suoi creditori – non è necessario e forse neppure verosimile un accordo di alto livello, spiega Martinale – gli investitori potranno tornare a focalizzarsi sui fattori positivi che hanno trainato i listini del Vecchio continente negli ultimi mesi, prima della correzione: il piede pesante della Bce sul pedale della politica monetaria espansiva e la fase ciclica favorevole dell'economia europea, dove sembra prendere forma un consolidamento della ripresa. “Le Borse europee non sono più a buon mercato, ma ci sono le condizioni affinché si portino in un territorio di sopravvalutazione - a livello assoluto, non in termini relativi rispetto al livello dei tassi - sull’esempio di quanto già verificatosi negli Stati Uniti”.

 

Sull'altra sponda dell'Atlantico, intanto, l'analista intravede segnali contrastanti: da una parte la congiuntura economica sembra indebolirsi a causa delle difficili condizioni meteo (come lo scorso anno). Dall'altra, il raffreddamento della crescita è compensato dal flusso di notizie positive in arrivo dalla reporting season: “Dopo che ha riportato circa il 40% delle società dell’S&P500 le indicazioni sul fronte degli utili sono piuttosto positive: oltre il 70% delle aziende ha superato le attese, con una sorpresa positiva media del 5%. Aspettiamo di conoscere l'opinione della Fed sulle condizioni della ripresa”.

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