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Proli (Amundi): “Costruttivi sull’Europa. Ma serve il metodo giusto”

11/9/2015 | pieremilio.gadda

Obbligazioni convertibili, strategie multi-asset a rendimento assoluto e titoli value tra le soluzioni da privilegiare nei prossimi mesi


Identificare il momento giusto per entrare o uscire dal mercato può essere molto complicato. Specialmente in fasi contraddistinte da elevata volatilità e correzioni violente quanto improvvise. “Il segreto di un buon investimento sta nel metodo con cui si costruisce il portafoglio - spiega Paolo Proli, head of sales and marketing di Amundi sgr -. Una delle possibili soluzioni viene dalla teoria del value investing, formalizzata da Benjamin Graham e David Dodd alla Columbia University e poi sviluppata, tra gli altri, da Bruce Greenwald”. Anche un'azienda di valore può essere una scelta sbagliata quando il prezzo è troppo elevato. Meglio puntare sui segmenti di mercato meno affollati, suggerisce Proli, su aziende meno conosciute dalla massa degli investitori e con valutazioni più attraenti.

 

Ogni classe di attivo, del resto, può essere approcciata in modi molto diversi. “Noi siamo costruttivi sull'azionario europeo – premette Proli -. Tuttavia, siamo convinti che sia meglio puntare su due strategie: da un lato, guardiamo con interesse ai bond convertibili, che consentono di avere esposizione all'andamento dei listini con un paracadute di tipo obbligazionario, in caso di forti ribassi sull'equity. Dall'altro, preferiamo investire sulle azioni del Vecchio Continente con un approccio conservativo, privilegiando i titoli che hanno mostrato sistematicamente un andamento meno volatile all'interno del paniere europeo”.

 

Un ragionamento analogo vale per il reddito fisso. Il 90% delle emissioni governative e corporate in Europa rende meno del 2%, ormai. I mini-tassi impongono una diversificazione più ampia, in particolare su credito e periferia, accompagnata ad una gestione tattica della duration. “Da questo punto di vista, le soluzioni multi-asset a rendimento assoluto possono offrire un livello molto elevato di flessibilità - ricorda Proli -. Durante la correzione i nostri gestori hanno approfittato della volatilità per sovrappesare la componente azionaria, a prezzi più favorevoli”. In questo scenario, le valute non devono essere considerate solo in una logica di copertura contro il rischio di cambio. Possono diventare uno strumento in grado di fornire performance decorrelate rispetto alle altre classi di attivo, nell'ambito di strategie a rendimento assoluto e al tempo stesso caratterizzate da elevata liquidità. “In questo momento siamo lunghi di biglietto verde e sterlina inglese contro le divise dei Paesi emergenti e corti su dollaro canadese e australiano”.

 

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