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06/07/2016

Superlusso con scultura

di Redazione AdvisorPrivate

Highlights
  • A New York la tendenza è in crescita, basti citare l’ultimo progetto di Francis Greenburger
La News

Godersi il sole sul lettino di una piscina con vista sull’Oceano Atlantico in un condominio superlusso a Miami? Niente male. Ma se tra una bracciata e l’altra si possono ammirare opere di uno dei più quotati artisti viventi, allora si può sconfinare nell’ “irresistibile”.

 

Almeno così deve aver pensato Eduardo Costantini, imprenditore argentino impegnato nello sviluppo del complesso Oceana Bal Harbour, che per attirare i potenziali acquirenti delle 240 unità immobiliari disponibili (in vendita da 2 a 30 milioni di dollari, saranno completate l’anno prossimo), impreziosirà gli spazi comuni del condominio con due sculture di Jeff Koons, icona dello stile neo-pop, acquistate per 14 milioni di dollari.

 

Si tratta di Plutone e Prosperina, alta oltre tre metri e interamente colorata in oro, e Ballerina, entrambe da collocare nell’area della piscina comune alla base della struttura a 28 piani interamente in vetro: chi compra casa qui diventa comproprietario dei due capolavori di arte contemporanea. Un vezzo isolato per milionari? Al contrario, abbinare immobili di lusso a opere d’arte contemporanea è un trend che a Miami è in continua crescita, complice la fiera Art Basel Miami Beach, che dal 2002 ogni dicembre attrae in città collezionisti, esperti e curatori, rendendo la metropoli un polo d’attrazione per gli appassionati. I quali, nel dubbio, preferiscono acquistare un appartamento dove possono entrare in possesso, anche solo per una piccola percentuale, di un’opera d’arte.

 

Tendenza intercettata anche dal business man David Martin, presidente e proprietario del gruppo immobiliare Terra Group, che ha integrato due dei suoi ultimi progetti a Miami con lavori
di artisti di chiara fama. Nel complesso residenziale di lusso Glass, un palazzo di vetro
di 18 piani al numero 120 della centralissima Ocean Drive (dieci abitazioni, prezzi da 7
a 35 milioni di dollari), e in quello di Grove at Grand Bay, due torri da venti piani l’una per un totale di 96 appartamenti con vista sulla baia (prezzi
da 3 a 22 milioni di dollari), verranno collocate opere dell’artista inglese Tracey Emin, tra le punte di diamante della Young british art,
 e dello scultore brasiliano Saint Clair Cemin. La maggior parte degli alloggi è già stata venduta. A spingere all’acquisto però non c’è solo
il prestigio culturale, ma anche un tornaconto economico: secondo Giles Hannah, vicepresidente di Christie’s International Reale Estate, tale formula infatti può aumentare il valore commerciale di un immobile fino al quattro per cento.

 

Anche Jorge Pérez, presidente della società immobiliare Related Group, si è dimostrato sensibile al nuovo fenomeno. L’uomo d’affari
ha acquistato Male Torso, una scultura in bronzo alta più di tre metri eseguita nel 1992 dal maestro colombiano Fernando Botero, da far collocare all’esterno del Sls Hotel & Residences Brickell (di proprietà dal gruppo), che nel 2017 conterà 450 unità abitative. E come non citare il cuore artistico di Miami, quel Wynwood, quartiere nell’entroterra della città, che da zona poco raccomandabile si è trasformata nell’ultimo decennio in un museo a cielo aperto di street art, dove le autorità hanno lasciato libera la comunità locale di esprimersi usando gli edifici come fossero tele. Qui, tra piccole gallerie ed eventi, sorgerà 250 Wynwood, un edificio progettato dall’architetto newyorkese Laith Sayigh con 11 unità abitative, tutte già vendute (prezzi da 300 mila a un milione di dollari). Ciascun alloggio sarà impreziosito da un’opera di un artista emergente, selezionata dal gallerista Anthony Spinello, che dal 2005 collabora con pittori, scultori e performer non convenzionali, i quali difficilmente troverebbero spazio in ambienti espositivi istituzionali.

 

E nella Grande Mela? Anche a New York la tendenza è in crescita, basti citare l’ultimo progetto di Francis Greenburger, fondatore
e amministratore delegato del gruppo immobiliare Time Equities Inc. Si tratta del 50 West a Lower Manhattan, un palazzo di 64 piani (prezzi da 2 a 19 milioni di dollari) la cui lobby sarà entro la fine dell’anno come una galleria d’arte contemporanea, con pezzi degni
di un museo. Presenti tra le altre anche le opere dell’artista Bahar Behbahani.

 

Ma dove cercare l’origine di questo trend negli Stati Uniti? A spianare la strada
ci sono stati gli alberghi di lusso: tra i primi l’hotel Bellagio, costruito a Las Vegas da Steve Wynn nel 1998 e dotato di una galleria d’arte che ospita quadri di pittori del calibro di Claude Monet, Vincent van Gogh e Paul Gauguin.

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