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03/10/2018

L’Italia è un paese per la clientela private

di Redazione Advisor

Highlights
  • Il 69% dei clienti del comparto private cerca un alto livello di qualità e preparazione nel consulente di riferimento
  • I servizi aggiuntivi sono diventati elemento imprescindibile in aggiunta alla gestione del patrimonio finanziario
  • Molesini (Fideuram ISPB): “MiFID II porterà pressione dei margini, ma sarà processo lungo”
La News

L’industria italiana dell’advisory finanziaria sta facendo un buon lavoro: tanto i clienti dei consulenti finanziari quanto quelli dei private banker evidenziano livelli di soddisfazione molto elevati, sia in assoluto che rispetto a modelli generalisti.


È quanto è emerso dalla presentazione della ricerca Assoreti/Finer sulla percezione della qualità dei modelli di servizio ai clienti, presentata al convegno ‘Consulenza e wealth management: modelli al servizio dei clienti’ promosso da Assoreti.


Dall’indagine presentata da Nicola Ronchetti, fondatore e amministratore di Finer, si evince che il 69% dei clienti del comparto private cerca un alto livello di qualità e preparazione nel consulente di riferimento.

 

Scendendo nella scala di gradimento, vengono indicate la possibilità di ricevere una consulenza a tutto tondo (non solo su investimenti, ma anche per la gestione patrimoniale), l’esclusività dei servizi ricevuti, la disponibilità del consulente e, infine, la flessibilità della banca sulle richieste fatte dall’investitore.


“Il professionista è il perno attorno al quale ruota la squadra e il servizio di private banking: preparazione professionale, disponibilità, reperibilità, proattività saranno sempre più fattori di successo”, ha spiegato Ronchetti.


Allo stesso tempo, banker e CF necessitano di una “macchina affidabile”, con un motore alimentato dala tecnologia e dal processo di digitalizzazione dei servizi, senza i quali “non si taglia il traguardo. Per il cliente la semplificazione dei processi è un dato assodato la digitalizzazione lo strumento essenziale”, ha aggiunto Ronchetti.


Per attrarre e fidelizzare i clienti private i servizi aggiuntivi (consulenza fiscale, successoria, immobiliare, prestiti e finanziamenti a persone fisiche e società, servizi corporate, club deal, consulenza su arte ed investimenti alternativi) sono dunque diventati “elemento imprescindibile, in aggiunta alla gestione del patrimonio finanziario”.


Infine, dalla ricerca emerge che se le reti hanno dimostrato di essere promosse dalla clientela private, che riconosce ai consulenti finanziari disponibilità, flessibilità, qualità della consulenza elargita, dall’altro c’è da colmare un gap nei confronti del mondo private sul lato della corporate finance e del lending, dove i private banker sono invece in grado di offrire un’offerta più rispondente alle esigenze dei clienti. È indubbio infatti che nel futuro il consulente dovrà offrire una consulenza sempre più evoluta che si espanda oltre i confini dell’area finanziaria.


Molesini (Fideuram ISPB): “Consulenza finanziaria ha valore sociale”

Al convegno è intervenuto anche Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking e presidente Assoreti, che ha sottolineato come la normativa sulla trasparenza nel risparmio MiFID II porterà una “pressione dei margini, ma attraverso un processo lungo”.


“Oggi – ha aggiunto Molesini – osserviamo una crescita del 5% anno su anno nei guadagni dei nostri professionisti e la raccolta prosegue, anche se assistiamo a tempi più dilatati fra l'ingresso del denaro ed il momento della scelta di investimento”.


Molesini ha poi sottolineato il “valore sociale della consulenza per preservare il risparmio della clientela italiana”, indicando che uno studio recente di Russel Investments “ha quantificato nel 3% il valore della consulenza”.


Il maggiore valore della consulenza finanziaria, ha concluso il manager, “è la disciplina, che aiuta il risparmiatore a fare le giuste scelte”, dato che “il risparmio degli italiani è una risorsa e la nostra missione è aiutare i risparmiatori a gestire la loro ricchezza nel migliore dei modi”.

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