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09/01/2019

Pwc: imprese, il passaggio generazionale resta tabù

di Redazione AdvisorPrivate

Highlights
  • Da analisi emerge attenzione a business e meno alla successione
  • Il 60% degli intervistati italiani, infine, ha dichiarato di non avere un piano di successione, a fronte di una media globale pari al 44%
La News

Le imprese familiari italiane nel 2018 hanno fatto registrare una crescita rispetto all'anno precedente, puntando sempre di più ai mercati esteri e al successo del business, e meno ad una gestione della successione. È quanto emerge dal Global Family Business 2018 di PwC sul sentimento delle famiglie imprenditoriali italiane.


L'analisi è il frutto di tremila interviste in 53 paesi di cui 131 realizzate in Italia tra aprile e agosto dello scorso anno. Il 69% degli intervistati ha dichiarato di aver realizzato una crescita rispetto all'anno precedente, mentre il 9% delle risposte accusa un calo delle vendite nell'ultimo anno.


Con riferimento al futuro, l'82% degli intervistati italiani prevede di realizzare una crescita ulteriore nei prossimi due anni rispetto a una dinamica più veloce e aggressiva. Le differenze principali tra le imprese familiari italiane e la media globale rilevata dalla ricerca di PwC riguardano innanzitutto l'apertura ai mercati esteri: le risposte denotano una maggior internazionalizzazione delle vendite delle imprese familiari italiane (il 90% delle risposte dichiara vendite all'estero, rispetto al 70% della media globale, con un peso medio del fatturato sul totale dei ricavi delle imprese italiane intervistate pari a circa il 37%).


Il 60% degli intervistati italiani, infine, ha dichiarato di non avere un piano di successione, a fronte di una media globale pari al 44%.


Giorgio Elefante, family business specialist di PwC Italia ha commentato: “Successo più che successione: questo sembra il tratto caratterizzante le famiglie imprenditoriali italiane. I conflitti quando ci sono non si vedono, mentre dei passaggi generazionali si tende a non parlare. Ciò nonostante le imprese familiari crescono all'estero più delle loro omologhe di altri paesi. I valori del nostro capitalismo familiare sono buoni, ma necessitano di linfa vitale dai membri delle nuove generazioni in sintonia con le sfide di innovazione, digitalizzazione, internazionalità e con una preparazione adeguata a ricoprire i ruoli di responsabilità che vengono loro affidati”.


Family business
Il coinvolgimento dei membri delle famiglie imprenditoriali italiane non si discosta dalle medie registrate dal Global Family Business Survey, sebbene la presenza dei membri delle nuove generazioni nei business familiari italiani sia superiore a quella registrata in altri paesi: l'81% dei membri delle nuove generazioni italiane segue le orme dei genitori operando nelle proprie imprese familiari in diversi ruoli di responsabilità, rispetto al 65% della media globale.


In particolare, il 43% degli italiani siede nei Cda rispetto al 37% della media, il 52% opera nella direzione aziendale rispetto al 43% della media. In termini di preparazione per ricoprire i ruoli di responsabilità, i giovani italiani devono essere qualificati, conoscendo le lingue straniere, ed essendo in grado di competere con candidati esterni qualificati.


Con riferimento ai conflitti, il 62% delle risposte italiane indica che essi vengono indirizzati immediatamente all'interno della famiglia (63% nella media globale), ma che solo nel 37% dei casi questi sono discussi apertamente (a fronte del 54% della media).

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