MiFID II, ETF: aumentano i volumi e l'interesse

Dopo i primi sei mesi dall'entrata in vigore della nuova normativa, si traccia un bilancio sulle evidenze più significative per il settore in Euoropa e nello specifico in Italia
16/07/2018 | Redazione Advisor

Sei mesi dall’introduzione della MiFID II, un bilancio riguardo cosa sia cambiato sino ad ora per gli ETF. Seguendo l'analsi di Stephen Cohen (nella foto), head iShares EMEA di iShares (BlackRock), con la trasparenza post-negoziazione, le ipotesi fatte riguardo a maggiori volumi di negoziazione degli ETF hanno soddisfatto le aspettative, a vantaggio e utilità di molti investitori.

In termini di costi, prosegue l'esperto, si è registrata un’accelerazione del passaggio a modelli di consulenza a parcella e si è generata una maggiore attenzione agli ETF da parte dei distributori. Di particolare interesse il caso del mercato italiano. 

Ora che le negoziazioni degli ETF devono essere segnalate, Euronext stima che il volume annuale di scambi riportati quest'anno sia pari a 2,3 trilioni di dollari statunitensi, contro 1,3 dello scorso anno. Tra gennaio e giugno di quest'anno, le negoziazioni riportate sulla gamma di ETF UCITS di iShares sono cresciute in media del 61% – elemento non riconoscibile prima dell’introduzione di MiFID -, con una crescita che sale al 74% per il reddito fisso. 

 

In Italia, afferma Cohen, è aumentato in modo significativo l’interesse e le conversazioni con i distributori che desiderano saperne di più sulla creazione di portafogli realizzati ETF. Inoltre, assistiamo a una crescita costante del lancio di soluzioni di investimento costruiti con ETF sotto forma di mandati discrezionali e prodotti unit linked.

 

L'aumento della trasparenza dei volumi degli scambi dagli ETF nell'ambito della MiFID sta portando più consapevolezza, facendo comprendere agli investitori che il settore è grande e abbastanza liquido per qualificarsi come uno strumento di investimento efficace

In Europa inoltre, dall’introduzione di MiFID II il numero dei market maker è cresciuto del 25%. Ciò è in parte dovuto ai nuovi obblighi di registrazione in qualità di market maker presso le Borse Valori imposti da MiFID II ai liquidity provider, nel contesto delle aspettative correnti in termini di crescita dell'attività di negoziazione degli ETF sulle Borse europee.

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