I fondi passivi alla conquista del mercato

I fondi attivi si stanno riprendendo dal crollo del 2020, ma sono necessarie prestazioni costanti per contrastare la crescita delle strategie passive. L’analisi di Cerulli Associates
26/01/2021 | Paola Sacerdote

Le strategie passive hanno resistito molto bene alla volatilità del mercato del 2020, evidenziando la necessità che i fondi attivi forniscano agli investitori prestazioni migliori e più coerenti, se vogliono rallentare l'erosione delle loro quote di mercato da parte dei fondi indice. E’ quanto evidenzia l’ultima edizione del report “The Cerulli Edge - European Monthly Product Trends” elaborata da Cerulli Associates.

 

Il report osserva che a seguito dell’esplosione in tutto il mondo della pandemia da Covid-19 nel marzo 2020, i mercati azionari globali sono scesi di oltre il 30%, innescando una volatilità senza precedenti per i fondi indicizzati e gli investitori passivi. In tale contesto sia le strategie attive che quelle passive hanno registrato deflussi, tuttavia, mentre per le prime gli asset under management sono scesi del 3%, le seconde hanno perso solo l’1%.

 

“Nonostante il calo del mercato azionario all'inizio del 2020 abbia messo alla prova le strategie passive, la rapida ripresa dei mercati azionari globali ha fatto sì che i rischi di un esodo verso i fondi attivi siano stati minimi. Cerulli prevede che i fondi passivi continueranno a guadagnare quote di mercato nel 2021 ", ha spiegato Fabrizio Zumbo, associate director, european asset and wealth management research presso Cerulli Associates.

 

La raccolta netta dei fondi passivi ha registrato una crescita costante negli ultimi anni. In risposta a questo trend, l’industria dell’asset management, invece di contrapporre le startegie attive a quelle passive nella costruzione di portafoglio, ha scelto di abbracciare in maniera più ampia un approccio che combini le due strategie insieme. Nonostante questo, i prodotti passivi continuano a guadagnare terreno e rosicchiare quote di mercato ai fondi attivi, aiutati da un track record di sovraperformance e dal crollo delle commissioni.

 

Zumbo si aspetta che la crescente domanda di investimenti ambientali, sociali e di governance incoraggerà la domanda tanto di fondi attivi che di strumenti passivi. Gli asset complessivi di fondi comuni, fondi indicizzati e ETF sostenibili sono cresciuti rapidamente negli ultimi cinque anni. In ambito ESG, dal 2015 al 2019, il patrimonio gestito dei fondi attivi è cresciuto a un tasso di crescita annuale composto del 15%, quello dei fondi indicizzati a un tasso del 34% e gli asset degli ETF sono cresciuti a un tasso del 72%. A guidare il trend di crescita degli investimenti responsabili in Europa sono stati finora gli investitori istituzionali: secondo le stime di Cerulli, il totale delle attività di investimento istituzionale responsabile, comprese quelle detenute in fondi comuni di investimento ed ETF, è cresciuto del 16,8% all'anno arrivando a superare i 5 trilioni di euro.

Nel segmento del mercato retail, gli asset complessivi ESG di fondi comuni domiciliati in Europa ed ETF ha superato il trilione di euro ad agosto 2020.

 

Più della metà (57%) degli emittenti di ETF in Europa intervistati da Cerulli ha identificato lo sviluppo di prodotti ETF ESG come una priorità assoluta per la sua azienda nei prossimi due anni, e molti hanno lanciato in ambito ESG proposte di valore innovative e altamente specializzate.

Cerulli osserva che gli investimenti ESG hanno favorito i player attivi, e le strategie di integrazione ESG degli asset manager si stanno evolvendo dalla semplice esclusione di alcuni settori verso un approccio più sistematico. Ciò presuppone un alto livello di gestione attiva, ad esempio incorporando fattori ESG nel processo decisionale di investimento e impiegando procedure di stewardship per garantire che tutti i fattori finanziariamente rilevanti siano inclusi nella valutazione del rischio e dei rendimenti. Ciò nonostante, anche in questo ambito le strategie passive stanno guadagnando sempre più terreno, come dimostrano i dati: tra il 2015 e il 2019 gli asset dei fondi azionari passivi ESG sono cresciuti a un tasso medio annuo composto del 32%, contro una crescita degli asset dei fondi attivi azionari ESG, nello stesso periodo, che si è attestata al 17%, quasi la metà.

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