ETF, il tema ESG guida il cambiamento

Partnership e collaborazioni sono il futuro dello sviluppo dell’industria dei replicanti. L’analisi di Cerulli Associates
25/02/2021 | Paola Sacerdote

La spinta a soddisfare le esigenze e a placare le preoccupazioni degli investitori focalizzati sui temi ESG sta guidando numerosi cambiamenti per gli index è provider e gli asset manager. E’ quanto rileva Cerulli Associates nell’ultima edizione del report “The Cerulli Edge – European Monthly Product Trends”.

 

“Tradizionalmente, qualsiasi gestore che lanci un ETF dovrebbe ottenere la licenza dell'indice che desidera replicare e poi replicarlo come portafoglio di investimento. Tuttavia, il rapporto tra fornitori di indici e asset manager sta cambiando, con alcuni gestori che sviluppano benchmark su misura in collaborazione con altre società ", spiega Fabrizio Zumbo, associate director, european asset and wealth management research presso Cerulli Associates.

 

Il report di Cerulli evidenzia che nel 2020, MSCI ha stretto una partnership con un importante asset manager per lanciare una gamma sostenibile e ha ampliato la sua partnership con una società di dati e analisi finanziaria per lanciare tre gruppi di benchmark sostenibili sul reddito fisso. Ha aggiunto otto indici a tema climatico progettati per aiutare gli investitori ad allineare i loro portafogli con gli obiettivi deg.li accordi di Parigi del 2015. Nel frattempo, Morningstar ha pienamente integrato i dati e le analisi di Sustainalytics in tutti i rating e i benchmark, dopo l'acquisizione del fornitore di rating e ricerca ESG.

 

Cerulli osserva che anche gli index provider più piccoli stanno guadagnando terreno. La società tedesca Solactive ha aggiunto nuovi indici e servizi attraverso partnership e investimenti in aziende più piccole. Allo stesso tempo, alcuni grandi attori stanno cambiando i fornitori di indici con l'obiettivo di ridurre i costi e aumentare i margini di profitto, perché i gestori che utilizzano indici proprietari sono in grado di risparmiare su quanto pagano ai fornitori terzi di indici in commissioni di licenza. In ultima analisi,  in tal modo potrebbero essere più in linea con l'esposizione specifica e personalizzata richiesta dagli investitori.

 

"Grazie al fatto che la qualità dei dati migliora e la tecnologia rende più facile elaborare e analizzare le informazioni non finanziarie, i fornitori di indici stanno introducendo nuovi benchmark ESG", spiega ancora Zumbo.

 

Tuttavia, Cerulli sottolinea che solo il 19% degli emittenti di ETF intervistati lo scorso anno prevede di sviluppare una proposta di autoindicizzazione, anche se il 57% la considera un'opportunità. Alcuni dei manager con cui Cerulli ha parlato si sono dimostrati cauti su questo tema, a causa delle normative di riferimento in vigore per mitigare i conflitti di interesse.

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