L’ottimismo degli investitori spinge gli ETF europei

Denoiseux (Lyxor): “Gli Exchange Traded Fund del Vecchio Continente hanno raccolto 92,5 miliardi nel primo semestre 2021, con flussi da inizio anno nettamente più elevati rispetto agli scorsi anni”
16/07/2021 | Daniele Riosa

Le azioni globali hanno chiuso i primi sei mesi dell'anno su una nota positiva, sostenute dalla ripresa economica e da un'ulteriore rotazione verso i settori ciclici. Vincent Denoiseux, head of ETF research and solutions di Lyxor, rileva che “le azioni europee hanno terminato uno dei migliori primi semestri di sempre, mentre l'S&P 500 ha evidenziato un rialzo per il quinto trimestre consecutivo”.

“Gli ETF europei - sottolinea il manager - hanno raccolto 92,5 miliardi di euro nel primo semestre 2021, con flussi da inizio anno nettamente più elevati rispetto agli scorsi anni. A giugno 2021 gli ETF hanno attirato 14,3 miliardi. Le azioni e il reddito fisso hanno accumulato rispettivamente 12,1 miliardi e 2,1 miliardi. A giugno gli ETF azionari hanno registrato flussi positivi (12,1 miliardi) per il tredicesimo mese consecutivo. I flussi sono stati ripartiti tra tutte le regioni, a riprova dell'ottimismo generalizzato tra gli investitori”.

Il gestore evidenzia come sia “proseguita la dinamica positiva degli ETF ESG, che hanno registrato una raccolta netta di nuovi capitali pari a 4,6 miliardi di euro. Malgrado la dinamica persistentemente solida, gli afflussi nelle esposizioni ESG risultano leggermente meno consistenti rispetto al 1° trimestre. Gli ETF Smart Beta hanno attirato 1,8 miliardi di euro. Gli investitori hanno continuato a prediligere le esposizioni value”.

Venendo alle singole asset class, “complessivamente, gli ETF e i fondi a reddito fisso hanno registrato una raccolta netta di 22 miliardi. I fondi aperti e gli ETF hanno beneficiato di afflussi per 19,8 miliardi e 2,1 miliardi rispettivamente. I fondi e gli ETF azionari hanno raccolto nuovi capitali netti per un totale di 35,6 miliardi. Due terzi degli afflussi totali (23,5 miliardi) sono confluiti nei fondi aperti, mentre i flussi verso gli ETF sono stati pari a 12,1 miliardi”.

Allargando lo sguardo ai settori sui quali gli investitori hanno puntato, il manager spiega che “nell'ultimo anno gli investitori si sono riversati nelle esposizioni tematiche orientate alla tecnologia e al digitale, riconoscendo il profondo impatto della crisi del Covid-19 sulla vita di tutti i giorni. Di conseguenza, i prezzi dei titoli growth (tecnologici) hanno raggiunto livelli senza precedenti. Parallelamente, alcuni dei settori più colpiti, come energia e finanza, hanno riconquistato il favore degli investitori nell'ultimo trimestre del 2020. Nell'ultimo anno entrambi i comparti hanno raccolto ben 15,3 miliardi nel mercato europeo degli ETF, senza per questo ostacolare significativamente i flussi verso la tecnologia. I settori value hanno beneficiato della rotazione dei portafogli verso le esposizioni più sensibili alla ripresa economica e dell'aumento dei rendimenti obbligazionari, che tende a frenare la performance di settori growth come tecnologia e sanità”.

Tuttavia “il ritmo degli afflussi nelle esposizioni value ha subito una battuta d'arresto negli ultimi mesi, ad indicare un possibile punto di inflessione. Molti investitori rimettono in discussione le valutazioni azionarie elevate dopo il netto rimbalzo del mercato nell'ultimo anno e le strategie di uscita delle banche centrali volte ad accompagnare la normalizzazione dell'attività economica”.  

“Sarà interessante – conclude Denoiseux - vedere se durante l'estate assisteremo a un aumento della volatilità nel mercato azionario o se la comunità finanziaria potrà godersi una meritata pausa dopo 18 mesi senza precedenti”.

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