ETF tematici, un anno e mezzo da profondo rosso

Dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2021, soltanto l’Exchange Traded Funds del comparto dell'Energia pulita degli Emergenti ha fatto meglio dell'indice Msci world che ha messo a segno un più 18%
02/08/2021 | Redazione Advisor

Un anno e mezzo da incubo per gli ETF e i fondi tematici dopo un 2019 che ha visto performance superlative. Come si legge su Affari & Finanza di Repubblica, che riporta un recente studio della società di ricerca Morningstar firmata da Kenneth Lamont, nel 2020, questi prodotti hanno avuto un boom sia come numero che come performance crescendo di 237 unità contro le 167 del 2019.

Anche i rendimenti hanno raggiunto livelli da record tanto che “i migliori cinque Etf- nei comparti del video gaming, cloud computing, clean energy, blockchain e Internet e commerce nei Paesi emergenti - secondo un paper di Mark Fitzgerald dell'americana Vanguard, una delle più grandi società di gestione di fondi passivi e attivi, hanno reso ai sottoscrittori nel 2020 dall'80 al 140%, contro uno scarso 15% dell'indice azionario Msci world. Però nei successivi sei mesi, dal primo gennaio al 30 giugno del 2021, quattro su cinque di questi ‘campioni’ hanno perso rapidamente terreno e se si prende in considerazione l'intero anno e mezzo che va dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2021, soltanto l'Etf del comparto dell'Energia pulita ha fatto meglio dell'indice Msci world che ha messo a segno un più 18%. Gli altri sono addirittura sotto lo zero e uno solo, quello del gaming, di poco sopra. Basta questo per far comprendere una cosa: il successo di performance degli strumenti tematici, sia nella forma attiva (fondi), prevalente in Europa, che passiva (Etf), prevalente negli Stati Uniti (ma ci sono anche Etf attivi) è molto altalenante e da grandi rendimenti si passa facilmente a perdite. Se si prende l'anno che va da metà maggio 2020 a metà maggio 2021 e ci si limita all'Europa, i risultati cambiano ancora: Morningstar mostra che il 70% degli Etf tematici ha fatto meglio delle azioni globali fotografate nell'indice Global markets creato dalla stessa società di consulenza. I migliori prodotti hanno registrato rendimenti a tre cifre mentre altri hanno a malapena registrato rendimenti positivi e comunque sotto il 34 per cento messo a segno dall'indice globale. È chiaro che buona parte dei rendimenti di un comparto, quello dei tematici, molto magmatico e variabile, dipende quindi dal ‘time picking’, ovvero dal momento in cui si entra e di conseguenza da quello in cui si esce”.

Quello dei fondi tematici “è un comparto in ebollizione. A fotografarlo è la stessa Morningstar che al marzo del 2021 ha contato 1.349 strumenti tematici nel mondo con una raccolta di 596 miliardi di dollari contro i 174 di tre anni prima. Oggi rappresentano il 2,1% di tutti gli asset investiti rispetto allo 0,6% di un decennio fa. I fondi tematici sono stati raggruppati in 31 macro temi, ognuno dei quali poi divisi in circa 200 sotto-temi. L'investimento in fondi tematici ha un certo appeal tra gli investitori, perché la narrazione che vi sta dietro è che se si indovina in anticipo il tema giusto, si può trasformare un trend di mercato in guadagni straordinari rispetto all'andamento di un indice globale che si limita a fotografare l'andamento dell'economia mondiale. È come se il risparmiatore potesse indovinare e approfittare della nascita di una nuova Apple odi una nuova Tesla. Così, i temi più battuti sono la tecnologia nelle sue varie sfaccettature, il cloud computing, le nanotecnologie, il fintech, il biotech, la transizione energetica, la salute, la robotica, la mobilità autonoma. Tutte cose che fanno sognare e sono facili da comprendere anche per chi li compra”.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.