Investimenti, gli italiani dicono sì al gestito

La ricerca condotta da Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo evidenzia che nei prossimi anni la scelta di prodotti di asset management è destinata a crescere.
03/10/2013 | Marcella Persola

Buone notizie per il risparmio gestito. La diffusione seppure ancora limitata e inferiore a quella degli altri paesi europei è destinata a crescere. Questo è quanto emerge dalla fotografia dell'indagine sul risparmio condotta dal Centro Studi Einaudi e Intesa Sanpaolo.

Lo studio evidenzia infatti che gli italiani restano delle formiche, seppure soltanto il 39% dei partecipanti all'indagine dice di essere riuscito a risparmiare. E come è stato impiegato questo risparmio?

Sono tre gli obiettivi che il panel di intervistati hanno evidenziato nella scelta di un investimento: dapprima tutelare un futuro per i figli per compensare il fatto che le generazioni più giovani subiranno in modo più acuto gli effetti della crisi; secondariamente la volontà di integrare la propria pensione e pensare alla propria vecchiaia e infine garantirsi una protezione e sicurezza del capitale accumulato.
Per questi motivi gli investitori hanno privilegiato forme di investimento considerate sicure e in grado di produrre un reddito seppure contenuto.

Possiamo allora dire che sia tornato il sereno per gli investitori? Non si direbbe visto che la maggior parte di loro confessa di non sapere cosa fare e la conferma di questa incapacità è testimoniata dal fatto che l'impiego preferito è stato la liquidità, anzi il 25,4% degli intervenuti confessa di detenere in tale forma oltre il 50% dei propri averi. (Per maggiori dettagli sul portafoglio degli investitori clicca qui)

Ma quali sono le maggiori difficoltà che gli investitori trovano nell'affrontare gli investimenti? Il 51,2% indica il market timing; per il 46,6% è l'asset allocation e infine per il 45% la selezione degli strumenti. Problemi che un buon consulente può senz'altro risolvere.

 

 

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