L'Europa vuole gli ELTIFs. L'Italia dimentica i PIR

Nella giornata di mercoledì 22 gennaio si è tenuta una discussione sul futuro degli ELTIFs. Ma mentre il Parlamento Europeo accelera, l'Italia nasconde i Piani Individuali di Risparmio
25/01/2014 | Francesco D'Arco

L'Europa preme sull'acceleratore per far nascere i fondi di investimento a lungo termine (ELTIFs). Dopo la pubblicazione del Green Paper Long-Term Financing of the European Economy, datato 25 marzo 2013, è partito l'iter per giungere ad un accordo comune che favorisca la nascita di nuove forme di finanziamento a lungo termine e, in particolare, di fondi comuni che abbiano la possibilità di finanziare anche le piccole e medie imprese. 

 

L'ultima tappa, in ordine cronologico, di questo percorso si è svolta questa settimana: il 22 gennaio. Nel pomeriggio di mercoledì, la commissione Econ (Economic and Monetary Affairs), presso il Parlamento Europeo, ha votato il report sulla relazione d'iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Wolf Klinz, del gruppo Alliance of Liberals and Democrats for Europe, che sta seguendo da diversi mesi l'iter parlamentare.

 

Obiettivo del rapporto di Klinz è quello di fornire un primo parere sul Libro Verde e sulla necessità di individuare un quadro normativo che istituisca differenti canali e strumenti per l’erogazione di investimenti a lungo termine, tra i quali, appunto, anche i fondi comuni. 

 

Il prossimo step, per un'approvazione definitiva del rapporto, è fissato per la Plenaria di febbraio. E mentre l'Europa accelera sul fronte fondi di investimento a lungo termine e su come veicolare il risparmio verso le imprese e l'economia reale, in Italia rimane ancora ferma, e sempre più nascosta, la riforma dei PIR, piani individuali di risparmio, una proposta già disegnata da mesi ma che ormai sembra dimenticata. La sensazione che dovremo aspettare l'Europa per vedere i PIR è sempre più forte.

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