Fondi multi-asset: i prudenti non perdono appeal

Tornano di moda gli emergenti. Ecco i risultati di Advisor Insider dell'ultimo sondaggio online trimestrale che ha coinvolto circa 200 cf iscritti ad Advisorprofessional
28/06/2016 | Massimo Morici

L’incertezza di fronte ad eventi politici in grado di destabilizzare i mercati (Brexit ed elezioni in Spagna, rispettivamente il 23 e il 25 giugno) e le prossime mosse della Fed, hanno spinto i consulenti finanziari a restare sul chi va là. Un discorso che vale soprattutto per gli investimenti azionari, mentre sul reddito fisso l’unica alternativa nella caccia al rendimento è l’assunzione di rischio. È quanto emerge da Advisor Insider maggio - giugno 2016, che rielabora i dati di PF Future Allocation, il sondaggio online trimestrale che ha coinvolto 185 consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede iscritti ad AdvisorProfessional, la business community di OFC che conta oltre 11.500 cf iscritti ad OCF (ex APF).

Ecco i risultati. La parola d’ordine sull’azionario è cautela: solo il 38% dei consulenti finanziari intende aumentare l’esposizione del portafoglio dei clienti ai fondi equity Europa nei prossimi 6 mesi, sebbene l’eurostoxx50 sia sceso molto da inizio anno a fine giugno (di oltre il 15%); stesse percentuali per i fondi che investono sulle Borse emergenti e globali, mentre su Wall Street, giunto a una fase matura, prevale un sentiment negativo. Nel reddito fisso, invece, le preferenze dei consulenti finanziari vanno ai prodotti high yiled e agli obbligazionari emergenti.

La percentuale dei consulenti che intendono ridurre l’esposizione ai governativi, nonostante i rendimenti non proprio entusiasmanti, è ora al 50% dei partecipanti (erano circa il 70% lo scorso anno). Quanto ai multi-asset, vanno per la maggiore i prudenti, mentre a sorpresa diminuisce l’appeal per gli absolute return, nonostante l’intensa volatilità sui mercati. Il sondaggio è stato condotto dall’11 maggio all’11 giugno 2016. Hanno partecipato 185 consulenti finanziari, il 54% dei quali con un’anzianità di iscrizione all’albo superiore a 5 anni, mentre oltre il 12% ricopre un ruolo di coordinamento (regional manager, area manager, ecc.).

 

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