I PIR arriveranno a gestire quasi 68 miliardi di euro

Le stime sono di Intermonte SIM e arrivano al 2021: sono molto più ottimistiche di quelle del governo che parlavano di 18 miliardi di euro in 5 anni
18/09/2017 | Massimo Morici

I PIR potrebbero arrivare a gestire quasi 68 miliardi di euro. Una stima, quella fornita dall’ufficio studi di Intermonte SIM, ben più generosa di quella del governo che parla di 18 miliardi di euro. Nel 2017 si stima una raccolta di 10,8 miliardi di euro, ma secondo Intermonte SIM i flussi sono destinati ad aumentare raggiungendo 12 miliardi nel 2018, 13 miliardi nel 2019, 14,9 miliardi nel 2020 e 15,8 miliardi nel 2021. Ma dei 67,9 miliardi stimati da Intermonte SIM, solo 14,2 miliardi andranno a finanziare le SMEs quotate. Stime non lontane da quanto evidenziato dai mercati esteri. In Francia ad esempio i "Plan d’épargne en actions" lanciati nel lontano 1992, che tuttavia permettono di investire anche nelle SMEs di altri paesi europei, sono arrivati a gestire 120 miliardi di euro.

Nel Regno Unito gli "Individual Savings Account" (anni di lancio 1999) gestiscono oggi 518 miliardi di sterline e sono stati i maggiori convogliatori di capitali freschi nel segmento AIM della Borsa di Londra. Quanto ai primi dati uffciali rielaborati da Intermonte SIM, a fine giugno in Italia sono stati registrati flussi in entrata pari a 5,3 miliardi di euro nei PIR. Al primo posto di piazza Banca Mediolanum con 1,19 miliardi di euro, seguita da Eurizon a 962 milioni di euro, Pioneer a 717 milioni di euro. Sotto il podio l’Etf di Lyxor (554 milioni di euro), Arca (429 milioni), Anima (320 milioni), Amundi (194 milioni) e UBI (112 milioni).

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