Performance fee e fondi monetari nel mirino dell'Esma

L'authority europea ha avviato una consultazione sul calcolo delle commissioni di performance e ha pubblicato le linee guida per misurare l'impatto dei fondi di liquidità sul sistema finanziario
22/07/2019 | Massimo Morici

I fondi comuni tornano sotto la lente dell'Esma. L'authority europea per i mercati finanziari, che riunisce tutte le Consob dei paesi Ue, nei giorni scorsi ha avviato due importanti iniziative per fare luce sulla composizione dei portafogli dei fondi monetari e per uniformare il calcolo delle commissioni di performance nei fondi comuni di lungo termine. Il 16 luglio, in particolare, l'Esma ha posto in consultazione una proposta di linee guida sulle commissioni di incentivo previste dalla direttiva UCITS V (2014/91/UE) per gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari che mira ad uniformare le modalità attraverso le quali le commissioni di incentivo possono essere addebitate da un fondo ai suoi investitori, garantendo al tempo stesso standard comuni di informativi. La consultazione si concluderà il 31 ottobre.

Le linee guida, in particolare, si focalizzano su cinque elementi chiave: i principi generali sui metodi di calcolo delle performance fees (benchmark per misurare la performance relativa di un fondo come Eonia, Eurostoxx 50, ecc.); la coerenza tra il modello di performance fees e l'obiettivo di investimento/strategia del fondo (utilizzo di un benchmark appropriato); la frequenza per cristallizzare e pagare le performance fees (orizzonte temporale di calcolo coerente con l'holding period dell'investitore e, comunque, non inferiore a un anno); le circostanze in cui dovrebbe essere dovuta una performance fees (solo in caso di performance positiva durante il periodo di riferimento); la disclosure del modello di performance fees.

Venerdì 19 luglio, invece, l'Esma ha pubblicato due linee guida relative agli stress dei fondi monetari e alla comunicazione dei gestori di questi veicoli con le autorità nazionali. L'obiettivo è garantire un'applicazione coerente del nuovo regolamento europeo per i fondi di liquidità (MMF). Steven Maijoor, presidente dell'Esma, ha ricordato infatti che i fondi monetari "offrono un'elevata liquidità a un rischio inferiore rispetto agli altri fondi", ma "a causa del loro importante ruolo nel mercato monetario" possono avere un impatto considerevole sulla stabilità dei mercati finanziari. Gli stress test, quindi, "sono uno strumento importante per valutare e mitigare i potenziali rischi". Quelli delineati nelle linee guida, in particolare, considerano diversi scenari che si basano su vari livelli di liquità e di rischio (credito e tasso di interesse), sul livello dei riscatti, sull'andamento dello spread tra gli indici ai quali sono legati i tassi dei titoli in portafoglio e su possibili shock macroeconomici.

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