Fondi, in Italia sempre più donne al timone

Nel nostro Paese il 19% dei money manager è di sesso femminile: siamo al quarto posto nel mondo e al secondo in Europa. La ricerca di Citywire
05/10/2020 | Redazione Advisor

Il numero di donne alla guida di un fondo comune d'investimento sta sì crescendo, ma a un ritmo ancora troppo lento. E’ questo in sintesi il risultato dell’Alpha Female Report 2020, realizzata da Citywire, che L'Economia, l’inserto del Corriere della Sera, ha pubblicato in esclusiva.

Come si legge nell’articolo, a livello globale, “negli ultimi cinque anni l'incremento è stato di poco inferiore al punto percentuale (si è passati dal 10, 3% del 2016 all'attuale 11%), e di questo passo la parità di genere nell'industria del gestito non sarà raggiunta prima del 2215. Uno scenario poco incoraggiante, che al tempo stesso vede Paesi all'avanguardia nel reclutamento di gestori donna (tra i Paesi con la percentuale più alta di gestori donna c'è Hong Kong, al 27%). Come l'Italia, per esempio, che con una quota al femminile del 19% sul totale dei fund manager occupa il quarto posto della classifica globale stilata da Citywire (il secondo nel ranking europeo), oltre ad annoverare ben 12 gestori donna alla guida di fondi venduti nel Belpaese tra le prime 30 posizioni con il rating Citywire più alto”.

“Tra le donne operative sul mercato tricolore (gestiscono un fondo venduto in Italia), la più quotata secondo i rating di Citywire è Natalie N. Trevithick, alla guida del Payden Usd Low Duration Credit Fund di Payden e Rygel, seguita a ruota da Henrietta Pacquement di Wells Fargo ed Eva Fornadi di Comgest. Guardando invece alle Sgr, l'italiana Eurizon è tra le più virtuose, con un il 33% di gestori donna e una tasso di turnover delle quote rosa inferiore a quello maschile”.

 

Che il tema della diversity e del gender gap siano di estrema attualità lo testimonia anche l’iniziativa realizzata da GAM che la scorsa settimana ha organizzato una serie di eventi virtuali a livello globale sul tema “The Power of Diversity: Women at GAM” .

L’obiettivo della casa di gestione era quello di esplorare, il valore della diversità di genere e di incoraggiare un maggior numero di donne a intraprendere questo percorso di carriera nel modo della finanza grazie alla partecipazione di professioniste dell'investimento responsabili di molte delle strategie di punta di GAM e a diversi interventi di figure di spicco del mondo degli investimenti. In particolare nel corso della tavola rotonda tenutasi il primo giorno (28 settembre) che ha visto la partecipazione di Peter Sanderson – CEO di GAM; Monika Machon – Board Member di GAM; Catherine Lapadula -  Managing Director, UBS; Nisha Long - Head of Cross-Border Investment Research, Citywire e Denise Prime - Investment Director, Emerging Markets Fixed Income di GAM si è discusso su come sostenere la crescita delle donne in tale ambito e come aiutarle a raggiungere ruoli sempre più senior. E’ ancora oggi si sono dimostrati efficaci strumenti come l'esperienza di mentor o la sponsorship, fondamentali per aiutare le donne a capire di non porre dei limiti agli spazi che possono esplorare. Per le esperte che hanno raccontato la loro esperienza e il loro vissuto l’ambito del risparmio gestito, ancora visto come un "luogo per uomini", rappresenta una buona opportunità per le donne e che seppure i cambiamenti avuti nel settore siano stati lenti, come dimostra la ricerca presentata da Citiwire (Alpha Female Report 2020), ci sono delle organizzazione che si stanno muovendo affinché il gender balance diventi una realtà non più di nicchia.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.