Fondi comuni, sempre meno attrattivi

I dati lo confermano. Nel 2020 sono stati chiusi circa 664 prodotti, il numero più alto dal 2009. Tra le cause il consolidamento dell'industria, la pressione dei costi e...
03/05/2021 | Marcella Persola

Cala il numero di fondi comuni, in modo esonerabile. E’ questo quanto emerge dall’ultima rilevazione effettuata da ICI (Investment Company Institute) e pubblicato su Financial Times. Lo studio mostra come soprattutto negli ultimi anni i fondi comuni vuoi per la pressione dei costi, ma anche per la forte concorrenza degli ETF non riescano ad attrarre flussi sufficienti e quindi sono costretti alla chiusura oppure alla fusione con altri comparti.  Per alcuni esperti tale processo non è nuovo quando si verificano periodi di forte volatilità, come quello che abbiamo vissuto. Per altri su tale dinamica incide sicuramente sia il processo di consolidamento dell’industria dei fondi, ma anche la maggiore attrattività rappresentata dagli ETF.

Forse i numeri ci permettono di inquadrare meglio il fenomeno. L’anno scorso ad esempio un totale di 664 fondi comuni sono stati chiusi, il numero più alto dal 2009. In contemporanea ne sono stati lanciati di nuovi circa 268, il livello più basso dalla fine degli anni ’90. La tendenza al ribasso dei fondi comuni è continuata nel 2021: 64 sono stati liquidati e 53 sono stati fusi, fino al momento attuale secondo le rilevazioni Morningstar.

 

Diversamente il numero di nuovi ETF è salito a un record di 313 nel 2021, anche se anche nel caso dei fondi a replica c'è stato anche un record di 182 liquidazioni proprio lo scorso anno.

 

Una battaglia quindi che resta ancora aperta.

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