Diamante da investimento? Attenti alle "4C"

Utilizzando criteri presi a modello dalla finanza possiamo parlare di asset strategica e asset tattica anche quando si parla di diamanti.
26/10/2017 | Redazione Advisor

Acquistare una pietra classificata come “diamante da investimento” può costituire una opzione interessante per diversificare il proprio portafoglio. È importante osservare le gemme per ciò che sono, “beni reali” e come tali non soggetti a plusvalenze e tassazione in asse ereditario. Particolare e complesso da comprendere è il mercato dei diamanti, gestito da un duopolio che da anni ne definisce regole, modalità e prezzi. Particolare anche il rapporto tra domanda e offerta che, parlando di un bene scarso e in via di esaurimento, non può essere replicato o duplicato per soddisfare la crescente richiesta.

 

ITC Diamond Investment, appartenente al Gruppo Copem & Co., ha sviluppato attraverso il progetto “Un Abbraccio nel Tempo”, un sistema che in modo trasparente ed efficace consente di creare asset allocation composte da differenti gemme. Diversa per carato, diversa per colore, ogni pietra, classificata attraverso le 4 C, che sono Carat, Color, Cut e Clarity, incide in maniera differente sul risultato dell’investimento. Per la creazione di un’asset allocation efficiente ITC Diamond Investment utilizza specifici fogli di analisi che consentono di valutare precisamente la performance di ogni singola pietra e di effettuare una corretta diversificazione. 

 


"Il Rapaport, listino dei diamanti da investimento, non aumenta mai in maniera uniforme, va interpretato da esperti del settore, esattamente come avviene in finanza osservando un indice composto da diversi titoli, che, pur esprimendo nella loro complessità un unico valore, hanno valori singoli differenti. Per i diamanti da investimento è la stessa cosa: ogni pietra ha un proprio codice ISIN in un certo senso, e ha prezzo, andamento e rendimento differenti" spiegano da ITC Diamond Investment. "Per un portafoglio a basso rischio, ad esempio, si consiglia un orizzonte temporale di medio - lungo termine. Si usano le pietre al massimo delle loro caratteristiche, quindi i colori più alti nella scala, D – E - F e le purezze più alte quindi IF e VVS1/2. La caratura invece viene definita in base all’importo investito".

 

Il portafoglio bilanciato ha invece un orizzonte temporale di medio termine. Si effettuano sempre le scelte delle pietre in base alle loro caratteristiche, ma si inseriscono in portafoglio pietre che commercialmente possono essere più aggressive. "Diamanti di colore D- E -F e G con caratteristiche leggermente minori di purezza quindi VS1/2 – SI1" continuano gli esperti della società del gruppo Copem & Co. "Per un portafoglio aggressivo si usano pietre di colore D – E -F - G e H con caratteristiche di purezza fino a SI1/2".  L’orizzonte temporale è di breve termine. La crescita dei rendimenti è fortemente legata alla crescita dei paesi emergenti perché le caratteristiche espresse da questo tipo di diamanti sono fortemente richieste in Cina e in India.

 

"Sempre riferendoci alla finanza, potremmo “giocare” con le parole, individuando nei portafogli investiti, una parte core costituita da pietre con carature importanti che arrivano ad occupare almeno il 20% del portafoglio e una parte satellite composta da pietre 0,50 di caratura che è la prima “misura” utilizzata nel mercato dei diamanti da investimento" concludono da ITC Diamond Investment. "Queste pietre sono più veloci da disinvestire e possono essere utilizzate anche per costruirsi una sorta di 'cedola'".

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