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17/11/2020

I Family Office affrontano il Covid rischiando di più

di Redazione AdvisorPrivate

Highlights
  • Secondo uno studio di PwC i FO “nei prossimi 12 mesi dichiarano di voler ridurre l'allocazione nelle asset class tradizionali a favore di investimenti in Private Equity, Venture Capital e Private Debt”
La News

“Nei prossimi 12 mesi i Family Office dichiarano di voler ridurre l'allocazione nelle asset class tradizionali (come azioni, obbligazioni) a favore dei co-investimenti e degli investimenti in asset alternativi come Private Equity, Venture Capital, Private Debt”. Lo spiega Nicola Anzivino, partner deals di PwC Italia, al Sole 24 Ore presentando l'ultimo studio sul tema realizzato da PWC che ha intervistato ben 36 family office basati tra l'Italia e la Svizzera.

Anzivino sottolinea che “le sfide passate e future poste dalla pandemia in Italia, la volatilità dei mercati finanziari e l'incertezza prospettica riguardo la salute del sistema economico mondiale, stanno costringendo le famiglie ed i loro FO a rivedere l'allocazione del proprio patrimonio rinunciando spesso alla liquidabilità degli strumenti finanziari, a favore di rendimenti attesi più elevati e ad una minore volatilità ‘realizzata’”.

Dall'indagine emerge un focus sempre maggiore dei FO verso asset alternativi illiquidi quali Private Equity, Venture Capital, co-investimenti ed infrastrutture, a scapito delle asset dass più tradizionali. Pertanto, nel corso del prossimo anno Pwc prevede un incremento dell'esposizione sugli asset di Private Equity, sia tramite investimenti in fondi ma anche tramite investimenti diretti e i co-investimenti con altri operatori. Questo dipende in parte dalla sempre più moderata redditività attesa degli asset tradizionali, ma anche dalla natura delle wealthy family italiane.

Anzivinio aggiunge che “essendo per lo più di estrazione imprenditoriale, successivamente ad un liquidity event o alla vendita della propria azienda, le famiglie preferiscono investire in un progetto di private capital dove possano sentirsi maggiormente coinvolte piuttosto che delegare la gestione a operatori tradizionali”.

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