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01/02/2021

Istituzionali, previsioni rosee nonostante il Covid

di Redazione AdvisorPrivate

Highlights
  • Quelli europei sono ottimisti circa il raggiungimento dei loro obiettivi di crescita quinquennali. La ricerca di State Street
La News

State Street Corporation (NYSE: STT) ha pubblicato Growth Readiness, la ricerca annuale alla quale hanno partecipato oltre 600 asset owner istituzionali internazionali, gestori patrimoniali e rappresentanti di imprese assicurative, il 39% con sede in Europa, che mira a comprendere le sfide che devono essere affrontate per raggiungere gli obiettivi di crescita. Questa è la quarta edizione della ricerca Growth Readiness di State Street.

Nonostante l’impatto della pandemia di Covid-19, il sondaggio ha rilevato che più di due terzi degli investitori istituzionali europei (67%) è riuscito a raggiungere o addirittura a superare gli obiettivi di performance degli investimenti prefissati per gli ultimi 12 mesi. La fiducia nelle aspettative di crescita annuali è però scesa del 10% rispetto al dato del 2019, con meno della metà (44%) degli intervistati che afferma di essere ottimista in merito al raggiungimento dei propri obiettivi di crescita nei prossimi 12 mesi.

Le previsioni di lungo termine sono più rosee, con poco più di tre quarti degli intervistati (76%) che affermano di essere ottimisti sul raggiungimento degli obiettivi di crescita prefissati per un periodo di cinque anni, in aumento del 10% rispetto al 2019, anche se la maggioranza ritiene che probabilmente le nuove normative o la tassazione derivanti dalla pandemia di COVID-19 o dalla recessione economica, unite alla vulnerabilità finanziaria dei vendor ostacoleranno lo sviluppo dei loro progetti di espansione. Sorprendentemente, solo il 34% degli intervistati europei considera le tensioni geopolitiche come una delle principali minacce alla crescita, rispetto al 40% a livello globale.

Il miglioramento della produttività è la principale chiave di volta per la crescita In questo contesto, gli intervistati hanno identificato diverse iniziative fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di crescita nel 2021, tra cui: • Aumento della produttività/capacità organizzativa (71%) Migrazione di più sistemi tecnologici verso il cloud (68%) • Incremento degli investimenti in nuove tecnologie anziché conservare i sistemi IT legacy (68%).

“Anche se il 2020 si è rivelato un anno difficile per molti, i nostri risultati confermano che gli investitori istituzionali europei e mondiali ritengono che le prospettive a lungo termine siano positive”, ha dichiarato Joerg Ambrosius, responsabile dell’area EMEA di State Street.

“La crisi innescata dal Covid-19 ha introdotto nuove complessità operative per l’industria degli investimenti, che, a sua volta, ha accelerato e intensificato la ricerca di resilienza ed efficienza. L’aumento della produttività e delle tecnologie sarà una delle principali priorità necessarie per crescere nel corso del 2021. Guardando al futuro, ci aspettiamo anche un aumento dell’attività di M&A per consentire ai gestori di trarre maggiore vantaggio dalle economie di scala e arricchire il set di competenze, permettendo loro di diventare più resistenti in un mercato sempre più competitivo”.

Il 44% degli intervistati ha dichiarato che i propri rapporti con le società partner di outsourcing si sono rafforzati nell’ultimo anno, in scia all’assunzione di maggiori oneri operativi e ai picchi di richieste di capacità innescati dalla pandemia. Le istituzioni europee sembrano più propense rispetto alle controparti globali ad esternalizzare funzioni non strategiche, tanto che il prossimo anno il 61% degli investitori istituzionali (rispetto al 56% a livello globale) probabilmente esternalizzerà un numero maggiore di attività non fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi strategici. Al contempo, proprio come i peer globali, il 52% degli intervistati europei stima di consolidare/ridurre il numero di partner di outsourcing per concentrarsi su relazioni più profonde e strategiche nei prossimi 12 mesi.

Cresce la priorità assegnata ai dati alternativi

Inoltre, dal report Growth di quest’anno è anche emerso che la propensione a utilizzare dati alternativi per migliorare l’intelligenza degli investimenti sta crescendo, con il 62% degli intervistati europei che citano tali dati come una delle principali priorità per via della pandemia di Covid-19. Al contempo, il 41% degli intervistati teme di non avere le competenze e gli strumenti necessari per utilizzare al meglio queste risorse e, di conseguenza, molti si rivolgono a specialisti esterni per l’analisi e la comprensione dei dati alternativi piuttosto che investire nella creazione di una propria infrastruttura interna.

“Poiché gli investitori istituzionali in Europa cercano di trasformare le loro attività e di gestire attentamente i costi, sarà fondamentale riuscire ad armonizzare e gestire i dati senza soluzione di continuità lungo tutto il ciclo di investimento” ha aggiunto Denis Dollaku, responsabile di State Street Bank International GmbH Italy Branch. “L’integrazione di soluzioni di front, middle e back-office in un’unica piattaforma come State Street AlphaSM permette di migliorare la solidità e l’efficienza dei dati, consentendo di prendere decisioni di business e di investimento più informate, oltre a soddisfare i crescenti requisiti normativi relativi al reporting”.  

Il lavoro da remoto è un trend a lungo termine

Le modalità di lavoro da remoto sono state ampiamente riconosciute come strategia di lungo periodo a seguito dello scoppio della pandemia, in quanto poco più della metà degli investitori istituzionali europei (53%) ritiene che il passaggio a modalità di lavoro a distanza per i dipendenti sia un’opportunità, rispetto al 19% che lo considera una minaccia. A tal fine, il 57% degli intervistati sostiene che la propria organizzazione permetterebbe a tutti o alla maggior parte dei dipendenti di lavorare permanentemente in remoto, mentre il 62% ha affermato che le organizzazioni potrebbero cercare di ridurre la loro impronta fisica mentre il 50% potrebbe valutare l’opportunità di spostare un maggior numero di processi di business a basso valore aggiunto verso centri di servizi offshore.

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