Criptovalute, la chiarezza normativa darà nuovo slancio

Vediamo come Erik Anderson di Global X e Michele Mandelli di CheckSig commentano la crisi di FTX e quali lezioni può trarne il sistema finanziario dei cripto-asset
11/11/2022 | Daniele Riosa

“A breve termine, prevediamo che la volatilità dei mercati delle criptovalute continuerà”. Erik Anderson, digital asset research analyst di Global X, spiega che “gli investitori stanno valutando l'entità del potenziale contagio, l’impatto che questo evento avrà sulla futura regolamentazione e le varie implicazioni del fallimento e dell'insolvenza di Alameda e FTX. Bitcoin ed Ethereum, le due principali criptovalute per capitalizzazione, hanno già subito perdite a doppia cifra”.

A lungo termine, “la nostra convinzione sul settore rimane invariata. I fondamentali dei progetti e dei protocolli sono più solidi che mai e ogni settimana ci sono novità che indicano una maggiore adozione delle cripto e della blockchain. Solo nelle ultime settimane, Instagram ha annunciato di voler consentire agli utenti di visualizzare, scambiare ed emettere NFT; JP Morgan che ha eseguito la sua prima transazione DeFi su Polygon, side-chain di Ethereum; e Google Cloud ha iniziato a offrire servizi e strumenti per lo sviluppo Web3”.

“È probabile - conclude Anderson - che la chiarezza normativa avrà un impatto positivo a lungo termine per il settore, in quanto potrebbe attirare gli investitori attualmente restii per le troppe incertezze. In definitiva, è necessaria una regolamentazione responsabile per garantire il rispetto delle best practice e proteggere gli investitori, ma senza soffocare l'innovazione tecnologica che caratterizza questo settore”.

Michele Mandelli, managing partner di CheckSig, rileva che “l’ultimo terremoto nel mondo cripto ha fatto crollare uno dei maggiori crypto-exchange, FTX, passato da terzo operatore al mondo per volumi, con una valutazione di 32 miliardi di dollari, al rischio di insolvenza in meno di una settimana. Non è il primo e, salvo una sterzata del settore verso una maggior trasparenza, non sarà l’ultimo. E il rischio è che le sue conseguenze possano farsi sentire anche sui mercati finanziari tradizionali”.

“L’8 novembre - ricorda l’analista - la crisi si fa conclamata. FTX, in piena crisi di liquidità, chiede aiuto a Binance, che annuncia la possibilità di un accordo per salvare la ormai ex-rivale acquisendola. L’operazione sembra dapprima conclusa, salvo poi saltare nella notte del 9 novembre. Oggi FTX è alla ricerca di un cavaliere bianco, che si vocifera possa essere Justin Sun, fondatore di Tron e altro cripto-imprenditore miliardario. La verità è che i termini e la fattibilità dell’operazione ad oggi non sono chiari a nessuno, sia per i tempi estremamente rapidi che per la poca chiarezza sulla reale consistenza del 'buco'".

Nel frattempo, “a pagare sono i VC azionisti di FTX, e soprattutto i client, i cui risparmi sono ancora bloccati, se non evaporati. L’impatto sul mercato delle cripto è rilevante: Bitcoin brucia in pochi giorni oltre il 25% del suo valore, scendendo sotto i 17.000 usd, nuovo minimo dal 2020. Non solo, la banca americana quotata Silvergate capital, che effettua prestiti con garanzia di asset digitali, ha subito un brusco calo a Wall Street”.

“La crisi di FTX - rileva il manager - è l’ennesima prova di come l’universo dei cripto asset necessiti di un passo in avanti nella regolamentazione e nella trasparenza, anche per i potenziali effetti a catena che possono riversarsi sui mercati tradizionali. Da un lato Bitcoin non è più presenza trascurabile nel bilancio di numerose banche e fondi d’investimenti, mentre dall’altro fondi azionari, banche, private equity e venture capital hanno esposizioni consistenti ai crypto-exchange privati e quotati, essendo azionisti o creditori. Operazioni tra parti correlate come quelle che hanno portato al naufragio di FTX sarebbero state sotto la lente di vigilanza e organi regolamentari in un contesto di finanza tradizionale, evitando una crisi così repentina di un colosso del settore. Quello dei crypto-asset è, ancora oggi, un Far West dove spesso manca la trasparenza, e questa opacità non permette a clienti e investitori degli exchange di valutare a pieno il rischio di controparte a cui si espongono quando scelgono la piattaforma su cui operare o investire. Questo fa impennare il rischio di vedere i propri asset congelati per una crisi di liquidità”.

“La trasparenza e la regolamentazione - conclude Mandelli - sono per questo sempre più una necessità impellente nel mondo dei crypto-asset e la pietra angolare da cui costruire questo nuova fiducia è quella della prova di riserva, che nel caso di FTX è venuta a mancare. Si tratta di una verifica indipendente condotta da una terza parte, che garantisce che il depositario detenga le attività che dichiara di possedere per conto dei suoi clienti. Una scelta che però fanno ancora troppi pochi player del settore, e che dovrebbe essere invece uno standard di mercato”.

Roberto Rossignoli, portfolio manager di Moneyfarm, constata che "FTX sta vivendo in questi giorni una vera e propria fuga degli investitori. Non è ancora chiaro come e se si arriverà a una soluzione che permetta alla società di garantire un ripristino delle attivitá. Le vie di uscita sono sostanzialmente due: dichiarare fallimento o il salvataggio da parte di altri operatori del settore. In un feroce scherzo del destino, a un certo punto é sembrato probabile che fosse la stessa Binance a prenderne il controllo, tanto che alcuni osservatori hanno addirittura ipotizzato che facesse tutto parte del piano programmatico. La veridicità di queste affermazioni rimane tuttora non dimostrata, e Binance si è ritirata dalla corsa per rilevare FTX.In questo difficile contesto si inserisce la vicenda che vede tra i protagonisti anche Alameda Research, società di Bankman-Fried, che mercoledì si è ritrovata in pancia una quantità non indifferente di token FTX il cui valore è precipitato, obbligando lo stesso Bankman-Fried a chiuderla. Un crollo che, in meno di 48 ore, ha causato seri problemi di liquidità su tutto il mercato delle criptovalute".

"Il mondo delle criptovalute - prosegue l'esperto - ha reagito molto male a questi eventi, comprensibilmente. Nel momento in cui scriviamo, le due maggiori criptovalute stanno registrando cali di oltre il 15%, con conseguenze negative non solo per Binance e FTX, ma anche per tutti gli altri investitori di criptovalute nel mondo. Chi aveva investito in criptovalute e i clienti FTX dove finiscono? I clienti FTX al momento non possono ancora prelevare i propri fondi e chi aveva acquistato Bitcoin o altre criptovalute ha visto crollare il valore del proprio investimento. Binance, da parte sua, sembra aver pensato a salvaguardare se stessa più che i propri clienti. Mossa che, in futuro, potrebbe non metterla in cattiva luce di fronte a potenziali acquirenti".

"Alla fine - conclude Rossignoli - in un mondo senza regolatori, i clienti sono arrivati all’ultimo posto".

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.