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Private banking, come spendono i collezionisti d'arte milionari

11/20/2023 | Daniele Barzaghi

La clientela di fascia HNW ha investito in opere una somma mediana pari a 65.000 dollari nella prima metà del 2023, come rivela il più grande sondaggio in materia, “The survey of global collecting 2023” realizzato da Art Basel e UBS


I collezionisti con un patrimonio di fascia HNW (liquidità superiore a un milione di dollari) hanno investito circa 65.000 dollari in arte (dato mediano) nella prima metà del 2023. Un valore in crescita del +19% se paragonato a quello del 2021, come sottolinea “The survey of global collecting 2023” realizzato da Art Basel e UBS.

 

La spesa mediana è aumentata in quasi tutti i mercati nel 2022, con i maggiori progressi nel Regno Unito e Taiwan (entrambi in aumento del 30%) e una crescita più moderata negli Stati Uniti (5%) e Hong Kong (2%) spiega il sondaggio, giunto alla decida edizione, e che copre 11 mercati con risposte di 2.828 collezionisti.

 

Dopo un calo del 6% (202.000 dollari) nel 2022, i collezionisti della Cina continentale hanno evidenziato la spesa mediana più alta nella prima metà del 2023 (241.000 dollari), mostrando un forte ritorno alla spesa dopo il lockdown. Dati rimarchevoli se consideriamo che ad esempio l’Italia si è attestata nella prima metà dell’anno sui 63.000 dollari di spesa mediana, dopo gli 82.000 del 2022 e i 68.000 del 2021.

 

I dipinti sono largamente le espressioni artistiche più ricercate col 58% degli investimenti, seguiti da opere su carta (13%), sculture (8%), installazioni (8%), stampe (6%), arte digitale (3%), fotografia (2%) e video arte (2%). A metà del 2023, le vendite di NFT legati all’arte erano scese al livello più basso da gennaio 2021.

 

Dal punto di vista dei prezzi invece soltanto il 9% degli acquirenti ha optato per opere dal costo superiore al milione di dollari (erano il 4% nel 2022 e il 12% nel 2021), indicando una possibile cautela da parte degli acquirenti e una clientela apicale sempre più esigua a seguito del forte rimbalzo delle vendite post-Covid.

 

“La continua incertezza economica in molti dei principali mercati d’arte ha rappresentato un fattore significativo sull’ottimismo degli acquirenti” analizza lo studio di Art Basel e UBS. “Fattori come tassi di interesse più elevati influenzano potenzialmente la domanda di arte ma sono state condotte poche ricerche approfondite su come queste e altre tendenze economiche e sociali influenzino le decisioni e i piani di spesa dei collezionisti”.

 

Il loro sondaggio, che ad oggi vanta il più grande panel di analisi in materia, segnala che le vendite aggregate presso le principali case d'asta internazionali Christie's, Sotheby's, Phillips e Bonhams sono diminuite del 16% rispetto allo stesso periodo del 2022, ma sono ancora superiori nella prima metà del 2019, rappresentando l’84% dei valori venduti nell’anno record 2022.

 

Le statistiche commerciali hanno mostrato un vivace scambio di arte e antiquariato oltre confine nel 2022 e all’inizio del 2023. Le importazioni di arte e antiquariato hanno raggiunto il livello più alto di sempre di 30,7 miliardi di dollari nel 2022 e le esportazioni il secondo livello più alto con 33,4 miliardi di dollari.

 

Mentre le importazioni globali in tutti i settori sono diminuite nel primo trimestre del 2023, il valore degli afflussi di arte e antiquariato verso i centri chiave ha continuato a crescere, compresi incrementi a doppia cifra a Hong Kong (50%), nel Regno Unito (38%), e gli Stati Uniti (15%).

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