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Eurovita, le compagnie litigano sui 450 milioni da versare

9/20/2023

Per il salvataggio c’è un’altra questione da risolvere: la liquidità che le assicurazioni dovranno immettere nella nuova società per far fronte agli impegni presi verso gli assicurati


Per mettere a punto l’operazione salvataggio di Eurovita (leggi qui le news relative), mancano ancora alcuni tasselli importanti. Come scrive MF Milano-Finanza, cinque grandi imprese del settore (Intesa Sanpaolo, Generali, Unipol, Poste Vita e Allianz) hanno preso l'impegno per diventare azioniste della newco Cronos, che rileverà polizze e dipendenti di Eurovita, mettendo in sicurezza i 400 mila clienti, ma non è ancora del tutto chiaro quale sarà il loro sforzo economico. 

Il primo aspetto da definire riguarda infatti la liquidità che le compagnie dovranno versare nella nuova società per far fronte agli impegni presi verso gli assicurati, che secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dovrebbe aggirarsi tra i 400-450 milioni. L'obiettivo per la newco dovrà essere quello di raggiungere un Solvency. II prossimo al 150%, e da lì bisognerà calcolare la richiesta di capitale necessaria che dovrebbe aggirarsi appunto intorno a quelle cifre con i soggetti interessati che stanno ultimando i calcoli in questi giorni. Mentre intanto il tempo stringe considerando che la scadenza del 31 ottobre, quando il blocco dei riscatti delle polizze vita della compagnia finita in amministrazione straordinaria terminerà, è di fatto dietro l' angolo. 

Se è già chiaro che le banche dovranno farsi carico del 70% degli eventuali riscatti anticipati che dovessero essere richiesti dagli assicurati sulle vecchie polizze Eurovita (con il 30% restante peserà invece sui bilanci delle cinque compagnie) vanno però ancora scritti gli accordi vincolanti tra tutti i soggetti coinvolti, che a ieri non erano ancora stati firmati. Ma c'è un'altra questione da risolvere, anche questa si spera nel più breve tempo possibile. Riguarda l'assetto del capitale della newco guidata da Alessandro Santoliquido.

A differenza degli altri quattro azionisti, Allianz ha fatto sapere di essere disponibile a partecipare a Cronos fino ad un massimo del 10% delle azioni. I contatti avviati finora per coinvolgere nella partita del salvataggio di sistema altre compagnie assicurative (a partire dai francesi di Axa) non avrebbero dato i risultati sperati. Per questo motivo l’ipotesi ad oggi più probabile è che gli altri azionisti si dividano in parti uguali la quota di Allianz eccedente il 10%, arrivando quindi ognuno al 22,5% del capitale.

Ma la ricerca continua e il tempo stringe. E Cronos deve avviare il prima possibile il via libera autorizzativo all'Ivass e alle altre autorità coinvolte. Mentre i consumatori sono pronti a chiedere chiarezza, a partire dal sapere chi tra le società coinvolte, diventerà l'intestataria virtuale della propria polizza. Una notizia che gli assicurati che hanno comprato prodotti Eurovita tramite banche partner distributrici potranno avere verso la fine dell'anno. Mentre i clienti della compagnia assicurativa che hanno sottoscritto polizze Vita tramite il canale degli agenti dovranno aspettare un po' di più.

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