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Gestore della settimana: "Cosa ci piace e cosa no in Cina"

9/17/2018

Advisoronline.it ha intervistato Vincent Che, co-gestore del fondo Old Mutual China Equity


La Cina continua ad aprire le borse valori domestiche agli investitori internazionali. Oltre ai meccanismi del Qualified Foreign Institutional Investor e Renmimbi Qualified Foreign Institutional Investor, gli investitori possono acquistare anche i titoli azionari quotati sulla Borsa di Hong Kong tramite il programma Stock Connect. L’inclusione delle A shares cinesi negli indici MSCI, inoltre, permette agli investitori globali per mettere piede in una delle economie che crescono più rapidamente al mondo. Quali sono i rischi e quali le opportunità? Ne abbiamo parlato con Vincent Che (nella foto), co-gestore del fondo Old Mutual China Equity di Old Mutual Global Investors.

Cosa è cambiato con l’apertura delle borse interne agli investitori internazionali? 
L’apertura dei mercati azionari domestici amplia la base di investitori, tanto che gli investitori istituzionali stanno giocando un ruolo sempre più importante in un mercato che è stato dominato finora dagli investitori domestici retail. Alcuni possono affermare che dare accesso a più investitori internazionali supporterà la liquidità del mercato; ciò è senz’altro vero, ma bisogna tenere presente che il mercato cinese è già molto liquido. La capitalizzazione totale del mercato azionario in Cina è già una delle più ampie al mondo. Ancora più importante è l’ampiamento della base di investitori che queste mosse comporteranno. In generale, per un mercato avere una base diversificata di investitori è un beneficio. Di conseguenza, crediamo che il mercato domestico passerà gradualmente dall’essere un mercato guidato essenzialmente da investitori retail a un mercato più indirizzato dagli investitori istituzionali. 

Ci può descrivere il processo di investimento e la strategia di investimento?
Il nostro processo di investimento combina l’approccio quantitativo a quello fondamentale. È ideato per unire expertise locali e fattori quantitativi avanzati con un processo di risk management disciplinato e rigoroso. Da un lato, il team di investimento è in grado di sfruttare l’approfondita conoscenza del gruppo Ping An di un’economia ampia e variegata come quella della Cina, mentre dall’altro il fondo Old Mutual China Equity adotta un approccio quantitativo e fondamentale delineato per generare alpha in modo consistente, in un regime solido di risk management. Il fondo presenta un processo di investimento costituito da tre fasi. Primo, utilizziamo in nostro modello proprietario per separare l’universo investibile in quattro quartili, eliminando i nomi del quarto quartile. Secondo, utilizziamo un’allocazione top-down e una selezione dei titoli di tipo bottom-up. Infine, costruiamo il portafoglio utilizzando la barra risk factor analysis e ottimizziamo il portafoglio prendendo in considerazione il budget di rischio, factor targeting e aggiustamenti del bilancio. Attualmente in portafoglio deteniamo 37 posizioni e il fondo investe principalmente in società ad ampia e media capitalizzazione.

Quali sono i settori e le aziende con migliori prospettive di crescita, considerando la transizione economica del paese?
Riteniamo che la crescita economica potrebbe rallentare, attestandosi attorno al 6,6% nella seconda metà dell’anno. Ci aspettiamo che l’economia avvii un deleveragingin maniera disciplinata. I driver della crescita si stanno spostando dalle esportazioni ai consumi domestici. La popolazione è aperta alle nuove tecnologie, come l’e-commerce, i pagamenti via smartphone e i videogiochi per mobile, che stanno guadagnando sempre maggiore popolarità. La domanda per il settore dell’assistenza sanitaria rappresenta un altro trend di crescita secolare, per via dell’invecchiamento della popolazione. A ottobre 2015 la politica cinese del figlio unico è stata sostituita dalla politica dei due figli. Ciò potrebbe aiutare a mitigare i problemi legati all’invecchiamento della popolazione in Cina nei prossimi decenni, incentivando l’aumento del numero dei lavoratori più giovani. Inoltre, siamo anche in attesa di ulteriori miglioramenti nell’utilizzo degli asset e nei return on equity, che potrebbero derivare dall’avvio di riforme strutturali significative e determinanti. Le riforme sul lato dell’offerta mirano ad eliminare le capacità in eccesso e a ridurre i costi. Se in passato l’economia cinese poneva l’enfasi sulla velocità, ora la qualità e l’efficienza sono al primo posto. I leader di mercato e quelli in consolidamento probabilmente continueranno a mostrare miglioramenti in termini finanziari. 

Quali sono le società su cui state puntando? 
Nel nostro fondo al momento siamo posizionati su Alibaba e Tencent, che sono i player dominanti nel segmento Internet cinese. Nel settore dell’healthcare, ci stiamo avvantaggiando della crescente domanda di farmaci. In portafoglio deteniamo anche CSPC Pharmaceutical Group Limited, una delle principali società farmaceutiche in Cina. 

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