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23/02/2016

Poste Italiane: cresce il malumore tra i consulenti finanziari (ex-promotori finanziari)

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  • I sindacati puntando il dito contro l'attuale inquadramento contrattuale dei pf
La News

Cresce il malumore tra i consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) di Poste Italiane. Negli ultimi due anni l’azienda guidata da Francesco Caio ha sviluppato un network di oltre 200 professionisti iscritti all’Albo dei consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) per potenziare l’offerta fuori sede, spesso assunti dall’esterno, con esperienza acquisita in istituti di credito.

Ma lavorare in Poste Italiane, come riporta un recente volantino della Cisl SLP della segreteria regionale della Lombardia, "si è tradotto per molti di essi, in un lunghissimo periodo di sottoccupazione e svilimento delle loro professionalità: interminabili attese di un portafoglio clienti degno di questo nome, mancanza di strumenti e mezzi aziendali per operare dignitosamente, orari di lavoro flessibili. Solo recentemente si erano prefigurate le condizioni per la vendita fuori sede appannaggio dei consulenti (ex-promotori) regolarmente iscritti all’albo, iscrizione che pesa tra l'altro economicamente sui singoli lavoratori".

Il volantino Cisl SLP parla, inoltre, di un "improvviso stop aziendale" all’offerta fuori sede: “si rientra nell’ambito degli uffici, relegati al ruolo di SCPF (Specialisti Commerciali Consulenti Finanziari (ex-promotori finanziari), ndr), con variazione dell’orario settimanale di lavoro, nuovi portafogli, azzeramento di accesso a premi incentivanti". I consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) di Poste Italiane, secondo quanto risulta ad AdvisorOnline.it, avrebbero ricevuto "informalmente" dai propri direttori l’invito a non uscire più dall’ufficio postale, mentre i neo assunti consulenti finanziari (ex-promotori finanziari), invece, sarebbero stati ricollocati in altri uffici postali con sale consulenza libere. 

L’azienda, prosegue il volantino, "sostiene che si tratta solo di una fase temporalmente circoscritta" e non ha fornito ulteriori spiegazioni. Il sindacato, inoltre, punta il dito contro l’attuale inquadramento contrattuale dei consulenti (ex-promotori) di Poste Italiane, che "mantiene figure che gestiscono portafogli clienti di milioni di euro, con retribuzioni da livello B, sottoposti anche all’assillo di job-rotation e trasferimenti".

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